La Conciliazione Ato5 – Acea al voto dei Sindaci (ma non passerà)


Da L’Inchiesta Quotidiano del 21 ottobre 2021

di Cesidio Vano

Un colpo di spugna su tutti i contenziosi in atto tra Ambito territoriale e gestore idrico: la conciliazione tra Acea e Ato 5 arriva all’attenzione dei sindaci a fine mese, ma ci sono scarsissime possibilità che venga approvata.
La conferenza dei Sindaci dell’ambito territoriale ottimale di Frosinone è stata, infatti, convocata per il prossimo 28 ottobre (giovedì) presso il palazzo della Provincia (ma i sindaci potranno anche collegarsi da remoto); l’ordine del giorno reca 4 punti: l’approvazione del Dup 2021/23 (Documento unico di programmazione); l’approvazione del bilancio di previsione triennale 2021-2023; l’approvazione dei criteri per la redazione del Regolamento degli uffici e dei servizi; la proposta di conciliazione con Acea Ato 5 predisposta dal Collegio di conciliazione.

Con i primi tre punti, l’Ambito territoriale conta di portare a termine l’attività di riorganizzazione dell’Ente di gestione dell’Ato 5 che si sta strutturando come un vero e proprio ente locale. Un’attività avviata ormai dal 2019 e che vede come passaggio centrale anche la stabilizzazione del personale precario che da oltre un decennio manda avanti, non senza difficoltà e senza certezze, il lavoro dell’ente di vigilanza a e controllo sul servizio idrico locale. L’approvazione di questi punti, oltre a fissare l’indispensabile programmazione economica e funzionale dell’Ato 5, prelude proprio ad una prima risoluzione delle problematiche legate al personale dell’Ambito territoriale.

Se il numero legale reggerà, il quarto punto all’ordine del giorno vedrà la discussione sul testo transattivo elaborato nel 2019 dal un apposito collegio di conciliazione incaricato di formulare una proposta che componesse tutte le materie di conflitto tra il gestore idirco Acea Ato 5 spa e l’Ambito territoriale ottimale Ato 5.

Si tratta di argomenti e contenziosi, ingeneratiusi negli ultimi 15 anni, pendenti davanti varie magistrature per diverse decine di milioni di euro rivendicati dall’una e dall’altra parte. La proposta conciliativa conclude nel compensare le reciproche rivendicazioni, con l’impegno di Acea a realizzare opere a vantaggio dei comuni per 4,5 milioni di euro senza che quest’investimento pesi sulla bolletta degli utenti.

Molte delle questioni affrontate dalla conciliazione sono però anche materia ricompresa nei capi di accusa con cui la procura della repubblica di Frosinone ha chiesto ed ottenuto l’avvio del procedimento penale a carico di ex amministratori di Acea Ato 5, ex dirigenti dell’Ato 5, ex componenti degli organi di vigilanza, accusati a vario titolo di diversi reati e irregolarità finanziarie.
Questioni, insomma, che scottano e che potrebbero comportare per quanti sono sotto processo responsabilità penali e contabili. Inoltre, la seduta della Conferenza dei sindaci è fissata proprio due giorni dopo l’inizio dell’udienza preliminare davanti al Gup di Frosinone per questi reati. Davvero difficile che, in un tale contesto, i sindaci possano votare una transazione che incide su argomenti, comportamenti e azioni che per la magistratura inquirente costituiscono veri e propri illeciti.

C’era l’obbligo di portare la Conciliazione davanti all’assemblea quale argomento che attende da novembre 2019 di essere discusso e quest’obbligo è stato assolto, ma ormai sembra non esserci più alcun margine per una soluzione bonaria tra le parti, almeno fin quando il Tribunale non avrà fatto chiarezza sui reati contestati.

Del resto, all’indomani della notizia della richiesta di rinvio a giudizio degli imputati, era stato proprio il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, a sottolineare come questa vicenda giudiziaria e le ricostruzioni fatte dalla procura della repubblica avrebbero inciso e suggerito una revisione di tutti i rapporti in atto con il gestore del servizio idrico.

C’è da dire che se la conciliazione fosse stata portata al voto entro il 2019, come redatta e com’era in programma, molto probabilmente sarebbe stata approvata, visto il clima di collaborazione e reciproche concessioni esistenti all’epoca. Ma proprio in quel frangente, l’arrivo a Frosinone della nuova governance di Acea Ato 5 – che ha da subito generato tensioni con i sindaci, ha ribaltato il tavolo per le tariffe e ha dato vita a nuovi contenziosi giudiziari – ha fatto saltare ogni possibile intesa. L’intervento della magistratura ha poi fatto il resto. Della conciliazione, ad oggi, restano solo i circa 150.000 euro di soldi pubblici che sono stati spesi per il tavolo di conciliazione. Soldi che ovviamente stiamo pagando con le bollette.

BOX

La conciliazione in sintesi – Ecco cosa prevede l’atto transattivo tra Acea e Ato 5:

1) L’Acea deve versare 1,7 milioni di euro all’Ato 5 per completare il pagamento degli oneri concessori relativi al periodo 2006-2011.
2) Ad Acea viene riconosciuto comunque il diritto ad avere 10,7 milioni di euro come stabilito nella transazione del 2007 (poi annullata) per i maggiori costi sostenuti all’avvio della gestione (2003-2005).
3) Acea deve all’Ato 5 circa 10,8 milioni di euro per i canoni concessori 2012-2017 necessari al pagamento dei mutui contratti dai comuni per realizzare le opere idrauliche poi passate al gestore unico. Si tratta di economie sulle somme già rimborsate agli enti locali. Si propone però di compensare questa somma con i conguagli riconosciuti al gestore a fine gestione 2015.
4) Acea rivendica il risarcimento per non aver potuto gestire fin da subito il servizio idrico nei comuni di Atina, Cassino e Paliano (quest’ultimo ancora non acquisito). Il collegio ritiene che Acea abbia diritto a queste somme, ma propone che per spirito conciliativo vi rinunci.
5) Acea deve versare all’Ato5 i canoni concessori dal 2013 al 2018 per circa 10,2 milioni di euro. Il collegio propone di compensare queste somme con i 10,7 milioni, rinunciando alla differenza, che Acea deve ricevere dall’Ato 5 per la transazione sottoscritta nel 2007.
6) Acea deve all’Ato 5 circa 650.000 euro di interessi per il ritardato pagamento dei canoni concessori (la somma è calcolata al 2018).
7) L’Ato 5 ha applicato ad Acea per le inadempienze contestate nel 2016 (che portarono alla risoluzione del contratto poi bocciata dal Tar) circa 11 milioni di sanzioni e penali (poi parimenti annullate dal Tar). Acea si dice disponibile, comunque, a riconoscere 4,5 milioni di euro di lavori extra-tariffa nei comuni dell’Ato.
8) Acea ha diritto a circa un milione di euro di rivalutazione dei conguagli finora riconosciuti a chiusura delle gestioni triennali (fino al 2017)
9) Acea ha diritto a 1,2 milioni di euro a seguito di rettifica dei volumi fatturati nel 2012 e relativi al periodo di conguaglio 2006-2011. In estrema sintesi il Gestore avrebbe incassato meno di quanto stabilito dal commissario ad acta nominato dal Tar (i famosi 75 milioni di euro spalmati in tre anni sulle bollette degli utenti dal 2012 al 2014).
CV

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