Bilanci entro martedì. Ultima chiamata per i Comuni ciociari, altrimenti i Consigli saranno sciolti


Da La Provincia Quotidiano del 21 aprile 2018

di Cesidio Vano
La deadline è fissata a martedì 24 aprile. Entro quella data, tutti i Comuni della provincia di Frosinone dovranno aver varato il bilancio di previsione per il 2018 e i documenti contabili per il pluriennale. Il termine di approvazione fissato dalla legge è scaduto lo scorso 31 marzo. La Prefettura di Frosinone, a inizio aprile e in base alle previsioni di legge, ha formalmente diffidato tutti i Municipi inadempienti a mettersi in regola entro 20 giorni. Il mancato rispetto del termine comporterà l’avvio dello scioglimento delle amministrazioni comunali e il ritorno al voto dopo un periodo di commissariamento.
Sono al momento circa una ventina gli enti che debbono procedere con l’approvazione del bilancio. Tutti, però, hanno fissato sedute dei propri organi assembleari tra le giornate di ieri, e di lunedì o martedì prossimi. Allo stato quindi tutto lascia pensare che, anche se sul filo del rasoio, i consigli riusciranno a portare a casa il provvedimento economico-programmatorio. Solo se dovesse mancare il numero legale o gli atti dovessero essere bocciati, allora la situazione diventerebbe emergenziale e difficilmente sanabile a poche ore dalla scadenza indicata dalla Prefettura.
Le prossime giornate, dunque, saranno decisive.
Ma c’è di più: superato lo ‘scoglio’ del bilancio di previsione, scatterà immediatamente il conto alla rovescia per il Consuntivo 2017. La normativa, infatti, fissa la scadenza per tale adempimento al prossimo 30 aprile (ormai a una settimana dal termine per il preventivo). Ad inizio maggio, dunque, nelle segreterie comunali giungerà una nuova diffida dalla Prefettura per quest’ulteriore adempimento, alla cui mancata adesione, seguirà parimenti l’avvio della procedura di scioglimento degli organi comunali.
Tra i motivi che finora hanno indotto i Comuni a tardare nella predisposizione e approvazione del bilancio, pesano i vincoli imposti negli ultimi anni con le nuove regole contabili che impongono agli enti di accantonare somme anche consistenti (soprattutto per i Municipi più piccoli) su appositi fondi a tutela degli equilibri e del rispetto tra entrate previste e uscite.

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