Acea. Guerra dell’acqua, il Comune di Vicalvi si arruola volontario


Da La Provincia Quotidiano del 22 aprile 2018

di Cesidio Vano
Il Comune di Vicalvi va alla guerra dell’acqua. L’ente è intenzionato a riottenere la gestione autonoma del servizio idrico integrato e quindi la restituzione di reti e impianti da parte di Acea Ato5 Spa. Una battaglia portata avanti da Comitati per l’acqua pubblica, cittadini e amministrazione comunale guidata dal sindaco Gabriele Ricciardi. Un tema diventato nelle ultime settimane sempre più rovente anche grazie al clima elettorale che infiamma il piccolo centro (meno di 800 abitanti) e dove la promessa di ‘mandare via Acea’ diventa un cavallo di battaglia di cui è difficile fare a meno.
E non a caso, la questione della fuoriuscita del Comune di Vicalvi dalla gestione unica provinciale si impone all’attenzione dei cittadini in questi giorni, mentre in realtà, ha radici antiche ma purtroppo dimenticate fino, appunto, alle elezioni.
Il problema è che la normativa in materia consentiva, fino al 2012, la gestione diretta del servizio idrico ai comuni con meno di 1.000. Dopo quella data le regole sono cambiate e – legge alla mano – oggi tale ritorno al passato non è più consentito.
Vicalvi, però, ritiene di avere un asso nella manica: nel 2008 (con la legislazione favorevole) aveva avviato l’iter per rientrare in possesso della rete idrica e gestire tutto da sola. Lo aveva fatto assieme a San Biagio Saracinisco che ha poi portato a termine la procedura e oggi ha una gestione propria delle acque e a Settefrati che, invece, ha poi abbandonato tutto e ora vorrebbe, anch’essa, uscire da Acea. C’è anche una delibera di gennaio 2009 dell’Autorità d’ambito che dava il via libera alla fuoriuscita dalla gestione unica dei tre comuni.
Le buone intenzioni, però, sono rimaste dormienti per circa 10 anni. Ci si è svegliati alla vigilia dell’appuntamento delle urne e, comunque, dopo che le regole in materia sono state cambiate e quell’articolo (il n. 148 del Testo unico Ambiente), che prevedeva la gestione diretta per i comuni con meno di 1.000 abitanti è stato abrogato.
Ad ogni modo, Vicalvi ritiene di poter procedere comunque, poiché l’iter era già avviato (magari da 9 anni, ma pur sempre avviato). Così, lo scorso 17 aprile, il sindaco Ricciardi ha scritto ad Acea e Segreteria tecnico operativa dell’Ato, chiedendo di procedere alla ricognizione degli impianti e alla comunicazione dei dati sulle utenze per poter riappropriarsi della gestione dell’acqua. E’ incappato però, da subito, in un primo stop, proprio dall’Ato5 che nel 2009 aveva invece dato disco verde. «La legge è cambiata e non consente più la gestione diretta se non ricorrendo requisiti che Vicalvi non ha» è stata – la sintesi è nostra – la replica dell’Ato, che al primo cittadino ha anche ricordato come la nuova normativa abbia dichiarato, invece, causa di danno erariale la fuoriuscita dalla gestione unica del servizio idrico integrato.

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