Rifiuti. Saf verso la revisione delle tariffe. E i Comuni non pagano da anni il dovuto: in cassa mancano 15 milioni di euro


Da La Provincia Quotidiano del 18 aprile 2018

di Cesidio Vano
Si lavora alle limature. Le ultime due settimane di aprile serviranno alla quadratura del cerchio per presentare a maggio il nuovo piano industriale per riconvertire l’impianto di trattamento rifiuti di Colfelice dalla preminente lavorazione dell’indifferenziato al recupero e valorizzazione del differenziato.
Un piano a cui sta lavorando in prima persona il presidente della Società Ambiente Frosinone Spa, Lucio Migliorelli.
Un piano che comprenderà anche la chiusura della procedura di revisione della tariffa applicata ai Comuni-soci già avviata dal 2015 e sulla quale è ormai ora avere delle risposte. Anche perché, tutti gli affanni con cui ha (e ha avuto) a che fare il Cda della Saf negli ultimi mesi sono legati proprio ai mancati pagamenti da parte dei Comuni ciociari (tutti soci, assieme alla Provincia, della Spa) all’azienda dei rifiuti.
Nonostante, infatti, i comuni-soci si vedano applicati una tariffa di favore (102 euro a tonnellata conferita) ma insufficiente a garantire gli equilibri economici e finanziari di bilancio, tardano nel saldare le fatture e, nel giro di pochi anni, sono riusciti a mettere assieme debiti per oltre 15 milioni di euro. Le difficoltà di cassa per la Spa sono venute di conseguenza, una volta esaurita la capacità di anticipare le spese. Così, a esempio, per alcuni giorni a inizio dello scorso marzo la discarica di cui si serve la Saf ha stoppato l’accesso del materiale, perché non era stata pagata. Di conseguenza, l’impianto di trattamento ha dovuto stoppare l’accesso ai camion dei rifiuti, a partire dai Comuni che non sono in regola con i pagamenti. Dall’impasse si è usciti solo grazie alla mediazione fatta personalmente dal presidente Migliorelli, ma il problema economico non si è risolto: i Comuni incassano puntualmente la tassa sui rifiuti dai cittadini, ma, in molti, non pagano il dovuto alla società che avvia allo smaltimento quell’immondizia.
E a questo punto sarebbe quanto mai necessario sapere chi si ostina a fare il portoghese; chi non paga pur a rischio di far saltare il banco della Spa.
Conti alla mano, alla Saf basterebbe incassare un terzo delle somme che devono i Municipi per viaggiare più serena verso l’attuazione del nuovo piano industriale che, come da mandato dell’assemblea dei soci, deve riorganizzare l’attività dell’impianto di Colfelice affinché dia risposta alle modificate esigenze del territorio. Con l’avvio della raccolta differenziata, infatti, i comuni hanno sempre meno rifiuti tal quale da conferire e sempre più rifiuti differenziati da valorizzare.
Del resto, è cosa stranota, da anni il bilancio della Saf si salva con le somme incamerate grazie alla gestione dei rifiuti che arrivano da Roma. La capitale non ha impianti di trattamento (e comunque quelli di riferimento non sono sufficienti) si rivolge quindi alla Saf (e con una tariffa più elevata rispetto a quella dei comuni soci) per disfarsi dell’immondizia romana. Il bello – va ricordato ai sindaci ciociari che non onorano le bollette dalla Saf – è che Roma paga molto di più e puntualmente. Una complessa situazione per cui appare a tratti comica la pretesa di alcuni, tra i primi cittadini, di stoppare da subito l’arrivo in Ciociaria dell’immondizia da fuori provincia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...