Regione Lazio. Parisi bacchetta il suo centrodestra


Da La Provincia Quotidiano del 9 aprile 2018

di Cesidio Vano

«Il centrodestra purtroppo ha cominciato male». Parola di Stefano Parisi, che del centrodestra era il candidato presidente del Lazio e oggi, dagli scranni dell’opposizione, ne dovrebbe rappresentare la sintesi.
E’ lui a bacchettare Forza Italia e le divisioni interne che sono emerse alla prima occasione, come già riferito da queste colonne: l’elezione del vicepresidente del Consiglio, dove si sono ‘sfidati’ Adriano Paolozzi (che ha avuto la meglio) e Giuseppe Simeone.

«Il centrodestra poteva arrivare unito senza chiedere in soccorso dei voti del Pd e soprattutto poteva evitare di spaccarsi» ha detto Parisi, che ha affidato ad un video diffuso sui Social la sua ‘reprimenda’ a quello che ha definito «un vecchio modo di fare politica».
«Io ho proposto questo fin dall’inizio, dal 5 di marzo: riuniamoci, prendiamo insieme le decisioni. Invece niente – ha detto – fate come vi pare! I partiti decidano quello che vogliono, ma decidano una cosa, in modo tale che il centrodestra sia unito. Per ora non è successo. Solo le solite liti all’interno dei partiti; le solite divisioni senza criteri. Si è arrivati alla votazione e ovviamente il centrodestra si è spaccato. Non va bene, perché dobbiamo sempre tenere d’occhio quelli che sono i programmi e le aspettative del nostro elettorato. Nicola Zingaretti è debole, non ha la possibilità di avere una maggioranza. La Giunta Zingaretti può durare poco se noi facciamo politica – ha incalzato Parisi -. Se invece noi facciamo soltanto risse interne per vedere chi è più ‘muscoloso’, poi è questa frittata che è stata fatta».
Parisi insiste e bacchetta tutti: «Queste sono cose che a me non interessano molto. C’è molto da fare, invece, se si vuol davvero cambiare questa regione che rischia di essere governata malissimo. Abbiamo la possibilità di condizionare ora è, domani magari, di cambiare e mandare a casa Zingaretti, per tornare presto alle elezioni e, invece, ci perdiamo in queste diatribe di vecchissima politica, veramente sotto il livello minimo di decenza. Ecco: il risultato è che Zingaretti prende così un po’ di forza per continuare a fare quello che ha sempre fatto, cioè nulla, le solite politiche: tasse alte, liste d’attesa, zero investimenti».
Parisi chiude con un appello: «Prendiamo uniti le decisioni comuni, facciamo politica, portiamo le nostre proposte su immigrazione, rifiuti, sanità, investimenti. Abbiamo un programma molto chiaro, un programma che ha ricevuto quasi un milione di voti. Andiamo a mettere pressione alla Giunta Zingaretti, facciamo politica come si fa con la P maiuscola e non questo livello di trama e sottobanco».
cvano@laprovincia.eu

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