Acqua. I Comuni ‘dimenticano’ di incassare i canoni da Acea e ora l’Ato5 rischia una maxi-multa


Da La Provincia Quotidiano del 4 aprile 2018

di Cesidio Vano
La situazione di per sé è paradossale. I Sindaci hanno sempre contestato al gestore idrico Acea Ato5 spa il mancato pagamento dei canoni concessori, tanto da imputagli quella inadempienza tra le cause di risoluzione del contratto, salvo poi non incassare la parte dei soldi dovuti, che la società ha versato all’Ato5 affinché la ripartisse tra i Comuni per la copertura dei mutui tramite cui sono stati realizzati gli impianti e le reti idriche ora gestiti dall’Acea.
Si tratta di diversi milione di euro che sono rimasti ‘in attesa’, anche da anni, nelle casse dell’Ambito, il quale non ha potuto pagare i Comuni poiché, in molti casi, questi non hanno emesso le necessarie fatture a copertura dell’operazione economica.
Insomma, come avevamo già segnalato in passato da queste colonne, dopo aver generato un vero e proprio caso su decine di milioni di euro non versati ai Comuni dal gestore, i sindaci hanno lasciato buona parte di quei soldi all’Ato5, letteralmente ignorandoli.
La vicenda, però, si è complicata ulteriormente, perché l’Ato5, complice quelle somme rimaste ‘congelate’ sui suoi conti correnti, ha generato un notevole disavanzo con un conseguente ‘disallineamento informativo – spiegano dagli stessi uffici della Segreteria tecnica operativa dell’Ambito – tra l’Ato e il consulente incaricato della gestione fiscale’.
In sostanza, c’è ora il forte rischio che le liquidazioni Iva effettuate negli ultimi anni dall’Autorità d’ambito non siano correte proprio per la presenza di quelle somme non fatturate dai Comuni. Il pericolo è che l’ente sia oggetto di pesanti sanzioni in materia di imposte.
Per questo, nei giorni scorsi, l’Ato5 ha provveduto a incaricare uno studio specialistico di Reggio Calabria, affinché sottoponga a verifica l’intera contabilità Iva dal 2012 al 2017 e consenta, qualora ne emergesse la necessità, di porre rimedio agli eventuali errori, anche attraverso l’adesione al cosiddetto ravvedimento operoso al fine di limitare i possibili danni economici all’Ato5.
Quello che sarebbe interessante, a questo punto, è sapere quali siano i Comuni che, pur se destinatari dei soldi versati da Acea, non hanno finora ritenuto utile passare all’incasso.

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