Frosinone, inquinati e contenti


Da La Provincia Quotidiano del 6 marzo 2017

di Cesidio Vano
Inquinati e contenti. La provincia di Frosinone è la più felice d’Italia. Lo hanno stabilito con un algoritmo che ha analizzato i messaggi pubblicati nell’ultimo anno su Twitter: se c’erano faccine sorridenti era il post di persona felice, se c’erano faccine tristi era il post di una persona infelice. Le conti tutte e il gioco è fatto!

Forse abbiamo semplificato troppo, ma la sostanza è questa. La Ciociaria è prima nella classifica redatta grazie ai calcoli svolti con l’algoritmo sviluppato dai creatori di iHappy, un’app per telefonini che analizza tutti i post del social network a cui vengono aggiunti anche dati codificati manualmente in base al tenore testuale.  

Una ricerca che, per attendibilità scientifica, fa il paio con quella, firmata da Legambiente, che vuole Frosinone città più inquinata d’Italia: il metodo prende come riferimento i dati della centralina per la qualità dell’aria che risultino peggiori e ignora tutti gli altri, a prescindere da quante siano in tutto e cosa dicano le altre centraline di rilevamento. Con l’assurda conseguenza che, se pure ci fossero 10 centraline e 9 certificassero aria al profumo di violette sulla stragrande maggioranza del territorio, la città resterebbe pur sempre da record smog perché quell’unico impianto (che magari è stato piazzato davanti allo scarico della ItalPetrolCemeTermoTessilFarmoMetalChimica di fantozziana memoria) fornisce i pessimi valori che si cercavano. Al contrario, un metodo di classificazione che volesse, anche lontanamente, definirsi scientifico dovrebbe almeno provare a fare la media dei valori, visto che l’aria gira e si mescola. Macché! Il credo ecologista punta a tutt’altri risultati.     

E torniamo alla felice terra che calpestiamo ogni giorno. I dati definitivi della ricerca, che ha preso in considerazione i messaggi postati su Twitter dal 2012 a tutto il 2016, saranno presentati giovedì prossimo 9 marzo. Ieri, l’inserto culturale del Corriere della Sera “La Lettura” ne ha anticipato i contenuti, rivelando che la provincia di Frosinone è la più felice e che il giorno più triste per gli italiani è stato nel 2012, in concomitanza del differenziale salito a 516 punti sui bond tedeschi. Più triste del ritrovamento del piccolo Aylan morto su una spiaggia in Turchia o all’attentato al Bataclan. Il che, già da solo, dà un’idea di quanto possa essere attendibile il cosiddetto “indice iHappy” se la felicità di un popolo è legata allo spread con la Germania.

Comunque, questo iHappy è roba seria, dicono: l’app è stata sviluppata da un gruppo di ricerca denominato Voices from the Blogs, composto da Luigi Curini, Stefano Maria Iacus e Andrea Ceron. L’idea è nata nel 2010 come osservatorio accademico sulle opinioni espresse in rete e, nel 2012, è diventato spinoff dell’Università degli studi di Milano, che – tradotto – vuol dire è diventato altra cosa da quella per cui era stato pensato.

L’algoritmo – cioè l’insieme di calcoli indicati all’elaboratore, che passo passo deve fare per dare soluzione alla richiesta formulata – ha scandagliato quasi 300 milioni di tweet (i post sul social Twitter) pubblicati dal 31 gennaio 2012 al 31 dicembre scorso. Contando e accorpando le emoji (ovvero le faccine sorridenti o meno) presenti nei messaggi. Eccola qua la felicità! Noi ciociari troppo lesti a digitare 🙂 sul display del telefonino. Nella speranza, poi, che iHappy riesca a distinguere l’ironia.

La ricerca è stata anche ‘corretta’ a mano: una parte dei tweet sono stati letti e classificati uno per uno ‘felice’ o ‘infelice’ e poi affidati all’algoritmo.

Così, la provincia di Frosinone è risultata la più felice d’Italia perché il 60,3% dei messaggi pubblicati su quel social, da utenti geolocalizzati in Ciociaria, sono stati giudicati messaggi felici. Le altre province hanno fatto di peggio.

Nel Lazio, per dire, Roma ha appena il 53,4% di smile; Latina e Viterbo ognuna il 50,1% e Rieti solo il 47,2%. Che tristezza!

Ammesso che esista una misura della felicità, questa ci sembra la meno probabile. E sicuramente la meno scientifica, per metodo e per premesse, in una società di webeti come quell’attuale. La riprova è nelle stesse conclusioni dell’indice iHappy che non registra alcun incupimento del popolo di Twitter in occasione del terremoto in Emilia Romagna. Tutti, secondo i dati di iHappy, hanno continuato a postare allegramente. Salvo poi sprizzare felicità da ogni poro quando c’è una giornata di sole e tutti postiamo “buongiorno!!! :-)” o quando – grazie a Dio – segna e vince il Frosinone. Vabbè.

Comunque tranquilli: sul sito ihappy.voices-int.com c’è un monitoraggio continuo della felicità, regione per regione e provincia per provincia, e – tenetevi forte – la Ciociaria negli ultimi sette giorni ha perso oltre il 10% di smile. Fatevene una ragione. O almeno fatevi una risata.

Insomma, la felicità conteggiata sulle faccine di Twitter ha tutti i suoi limiti, come l’inquinamento misurato sulla scorta dei dati peggiori ricercati a bella posta. Resteremo una provincia di inquinati e contenti, ma una provincia di gente che non ha mandato il cervello all’ammasso.

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