Acqua, risoluzione. Acea Ato5 chiede spiegazioni


Da La Provincia Quotidiano del 20 dicembre 2016

di Cesidio Vano
Oggi dovrebbe essere il giorno buono. Questa mattina, dagli uffici dell’Ato5 di Frosinone dovrebbe partire il messaggio di posta elettronica certificata indirizzato all’Acea Ato5 con cui viene notificata la delibera approvata lo scorso 13 dicembre dall’assemblea dei sindaci e con cui si è voluto sancire la risoluzione del contratto per la gestione del servizio idrico integrato nell’ambito territoriale n.5.

La comunicazione, a firma del presidente della Provincia Antonio Pompeo, non recherà altre informazioni.

Nulla sarà detto in merito alle modalità e agli obblighi di trasferimento del servizio, nonostante la precisa previsione al riguardo da parte della Convenzione che, all’articolo 34, comma 2,  espressamente prevede: «L’Aato darà formale comunicazione al gestore della dichiarata risoluzione che dovrà contenere le modalità e gli obblighi per il trasferimento del S.I.I.».

E – aggiungiamo noi – non ha alcun senso dire che si è ‘cacciata Acea’ se poi non lo si fa secondo le corrette procedure, con il rischio che, tra qualche mese, tutto torni come prima.  

Ieri, da parte sua, Acea Ato5 ha sottolineato la necessità di essere informata dell’avvenuta risoluzione e delle modalità con cui si vuole che il servizio sia restituito all’Ambito o consegnato al nuovo gestore.

Dalla sede di via Roma è partita una pec, firmata dal presidente Stefano Magini,  per l’Ato5 con cui, in sintesi, si è detto all’Ato che l’azienda resta in attesa della comunicazione secondo i termini di convenzione per organizzarsi nella gestione provvisoria. Se l’appalto deve cessare entro 12 mesi, infatti, la Spa è tenuta ad avviare tutte le procedure per cessare l’attività tra un anno a partire dai contratti con i fornitori, con le ditte esterne incaricate di lavori e manutenzioni e con i dipendenti.

Sapere come e in che tempi passare ad altri il servizio è, dunque, questione è fondamentale, perché il mancato rispetto di questa previsione genera forti incertezze in merito alla gestione provvisoria che l’Acea è comunque chiamata a effettuare in termini di tempo e impegno di risorse.

Il problema era stato posto, dalla presidenza dell’Ato e dalla Sto, anche in sede di votazione della proposta di risoluzione: se la delibera passa – era stato spiegato ai sindaci – per obbligo contrattuale dobbiamo dire anche come e in che tempo le reti e gli impianti debbono essere restituiti.

L’appello era caduto nel vuoto.

L’Autorità d’Ambito si limiterà, oggi, a trasmettere l’atto così come approvato e null’altro, ponendo l’Ato, da subito, in una posizione di inadempienza (ma guarda un po’!).

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