Acea. Risoluzione contrattuale, si va verso la farsa


Da La Provincia Quotidiano del 16 novembre 2016

di Cesidio Vano
Sono passati 60 giorni. Il termine di sei mesi, concesso ad Acea Ato5 spa per controdedurre alle contestazioni di inadempienza contrattuale mosse dall’assemblea dei sindaci lo scorso febbraio, è scaduto il 15 settembre. 
Acea, come noto, ha replicato punto punto ad ogni accusa. I sindaci chiamati a pronunciarsi sul da farsi (ovvero se dichiarare risolto il contratto in danno del gestore idrico o chiudere la procedura di messa in mora) non hanno deliberato nulla, rimandando tutto ad una successiva riunione annunciata a breve. Anche qui, sono trascorsi una trentina di giorni e della delibera attesa dal fronte dei sindaci anti-Acea, con cui si sarebbero dovute mettere nero su bianco tutte le ragioni che consentirebbero di mandare a casa il gestore privato, non ce ne è traccia.

Dopo una riunione ad hoc della Consulta dell’Ato5, infatti, era stato annunciato che massimo entro il 15 novembre, i sindaci sarebbero stati riconvocati per votare il provvedimento che i primi cittadini più agguerriti nel confronto con Acea avrebbero per tempo predisposto. Non è stato così.

Per domani, inoltre e come noto, su iniziativa estemporanea del presidente della Camera di commercio di Frosinone, Marcello Pigliacelli, sindaci, consiglieri comunali, amministratori locali e la stessa Acea Ato5, con il coordinamento della Prefettura e l’intervento di specialisti e esperti, sono stati convocati presso il Multisala Sisto di Frosinone per confrontarsi sul tema e le conseguenze della risoluzione contrattuale. Un’iniziativa a cui hanno aderito  le forze politiche tanto da destra quanto da sinistra. Tutto spinge quindi verso una pacificazione inattesa, anche se bisogna vedere quanti primi cittadini e quali primi cittadini risponderanno all’appello di Pigliacelli.

Il tutto mentre da tempo, ormai, di risoluzione si parla solamente. Di agire non si parla neanche.

Da sessanta giorni, se avessero voluto, i sindaci avrebbero potuto mettere alla porta Acea – facendosi carico ovviamente di tutte le conseguenze del caso – conseguenze che, ad ogni modo, si conoscevano fin dall’inizio – invece si continua a prendere tempo e a rinviare, senza decidere in un modo o nell’altro. La vicenda della risoluzione contrattuale, sempre annunciata e mai osata, sta diventando ormai una vera e propria farsa.

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