Acqua. All’Ato5 (non) danno i numeri… alle delibere


Da La Provincia Quotidiano del 27 giugno 2016

di Cesidio Vano
La determinazione numero due non esiste. O meglio ne esistono due. Allora, con la determinazione numero quattro l’originaria determianzione numero due è stata trasformata nella deliberazione numero due bis e, quella che sarebbe dovuta essere al numero tre è ora la numero due. Tutto chiaro? Speriamo di sì. All’Ato5 danno i numeri, anzi no. Non li danno, soprattutto se si tratta di determine di incarico agli avvocati, che può capitare finiscano nel dimenticatoio e non vengano iscritte nell’apposito registro.
Cose che possono capitare. Nella gestione del servizio idrico, del resto, ne capitano tante.
Lo scorso 28 aprile, infatti, l’Ato5 ha deciso di affidare l’incarico legale per il ricorso che il gestore Acea Ato5 spa ha presentato contro il silenzio serbato dal Comune di Paliano in merito alla richiesta di consegna degli impianti idrici. L’incarico è andato all’avvocato Fabrizio Zoli di Frosinone e prevede un compenso di 10.000 euro oltre Iva, cassa e rimborso spese, ma l’atto di nomina non è stato ‘registrato’. Nel frattempo la numerazione delle determine è proseguita e solo un mese dopo ci si è accorti della dimenticanza, quindi è stato necessario un nuovo provvedimento per sanare il tutto.
La determina ‘ritrovata’ è stata poi pubblicata lo scorso 16 maggio sull’albo dell’Ambito territoriale, ma reca ancora il numero due, pur essendo il numero due bis. Vabbè, la finiamo qui.
Sempre lo scorso 16 giugno, inoltre, sull’albo dell’Ato è stata pubblicata anche la determina numero 3 che concerne un ulteriore incarico legale, questa volta per tutelare l’ente nel ricorso che sempre Acea Ato5 ha presentato al Tar del Lazio contro la delibera dell’assemblea dei sindaci tramite la quale, lo scorso 18 febbraio, è stato dato parere negativo alla prospettata fusione tra le società di gestione idrica Acea Ato2 (Roma) e Acea Ato5 (Frosinone). L’incarico legale è stato affidato all’avvocato Riccardo Farnetani dello studio Riccardo Santoro di Firenze per un compenso concordato di 26.017,50 euro oltre accessori, spese vive e 1.000 euro per elezione di domicilio. L’avvocato Farnetani aveva già ricevuto dalla Sto dell’Ato l’incarico, di cui però non è stato reso noto il costo, per fornire il parere legale che è stato messo alla base del diniego poi fatto proprio dai sindaci.
Il ricorso in questione sarà discusso il prossimo 23 febbraio 2017.
All’appello, infine, manca ancora la determina d’incarico per il ricorso che Acea ha promosso contro la delibera di messa in mora per inadempienza finalizzata alla risoluzione del contratto. Speriamo che non se la siano dimenticata…

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