Acqua. Ato5 e Acea depongono le armi: “Scurddammoce o’ passat”


Da La Provincia Quotidiano del 18 maggio 2016

di Cesidio Vano
L’apertura che il presidente dell’Ato5, Antonio Pompeo, ha fatto verso il gestore idrico Acea Ato5 Spa non è caduta nel vuoto.

Paolo Saccani, amministratore delegato della società che gestisce il servizio idrico nell’abito territoriale che interessa la Ciociaria, ha raccolto l’auspicio del presidente Pompeo affinché si ponga un freno alla deriva giudiziaria, con ricorsi e controricorsi tra Ato e Acea, e ci si sieda piuttosto attorno ad un tavolo per confrontarsi e per trattare. Perché i sindaci – ha sostanzialmente detto Pompeo – hanno un unico interesse: far funzionare il servizio.

Un ravvicinamento tra Ato5 e Acea arrivato dopo l’ennesima debacle giudiziaria dell’Autorità d’ambito, costata 210.000 euro di parcelle e che ha visto il Consiglio di Stato confermare il maxiconguaglio da 75 milioni di euro a vantaggio del gestore e ribadire tutte le responsabilità e le inadempienze dei sindaci e dell’Ato stesso.

Un ravvicinamento che, a questo punto, sembrerebbe porre nel nulla l’azione risolutoria del contratto di gestione che a febbraio l’Ato ha avviato promettendo soddisfazione a cittadini e movimenti per l’acqua pubblica che da anni chiedono la ‘cacciata’ di Acea.

Ieri, l’Ad di Acea Ato5, Paolo Saccani, ha inviato una lettera aperta al direttore del blog alessioporcu.it, dove era stata ospitata la prima presa di posizione di Pompeo, ed ha spiegato: «Ho letto con molta attenzione e, devo dire, con un po’ di sorpresa, le razioni del presidente della Provincia e dell’Autorità d’Ambito Antonio Pompeo. Il passaggio del presidente sul senso di responsabilità, fulcro cruciale del suo intervento, è esattamente quello che mi sento di condividere. Quando è stato il senso di responsabilità a prevalere, nella gestione del servizio idrico integrato nell’Ato n. 5, sono arrivati gli investimenti sulle reti e sugli impianti del territorio: Acea ha investito 17,7 milioni di euro solo nel 2015. Sono arrivati i canoni concessori ai Comuni e ai Consorzi di bonifica: 12,6 milioni di euro pagati dalla società in due anni. E’ arrivata, finalmente, la possibilità di pianificare: i nostri uffici hanno messo a punto un piano degli interventi da poco meno di 90 milioni di euro da qui al 2019. Mi ha fatto piacere leggere che “ai Sindaci non interessa portare avanti una battaglia contro Acea per partito preso”. Quindi, se il Presidente Pompeo, la Consulta dei Sindaci e la Conferenza, credono che non sia “più il tempo di contrapposizioni e di aule giudiziarie”, non posso che essere d’accordo con loro: non fanno bene a nessuno e soprattutto non fanno bene agli utenti, come ha dimostrato, del resto, la recente sentenza del Consiglio di Stato sul conguaglio da 75 milioni di euro. L’invito del Presidente è a “sederci attorno a un tavolo da pari a pari e nel rispetto e legittimazione reciproca”? La risposta di Acea Ato 5 non può che essere positiva: eccoci, siamo immediatamente disponibili al confronto. L’amministratore delegato di Acea Ato 5».

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