Acea Ato5. Mamalchi lascia la presidenza, l’Ad Saccani verso la nomina


Da La Provincia Quotidiano del 16 aprile 2016

di Cesidio Vano
Ha salutato l’altro ieri tutte le maestranze. Dal prossimo 20 aprile lascerà formalmente l’incarico di presidente dell’Acea Ato5 spa, società che come noto gestisce il servizio idrico integrato nell’Ambito territoriale ciociaro. Ranieri Mamalchi ha presentato già da qualche giorno le sue dimissioni dal Consiglio di amministrazione. La società a breve procederà a rinnovare il proprio vertice e tutto lascia pensare che l’incarico di presidente venga affidato all’attuale amministratore delegato Paolo Saccani che in Acea Ato 5 è giunto nel 2013, prendendo il posto del predecessore Stefano Magini, proprio nel momento in cui c’era da gestire la vicenda dei 75 milioni di euro riconosciuti dal Tar al gestore idrico come conguaglio per il periodo dal 2006 al 2011. Mamalchi era stato chiamato alla presidenza di Acea Ato5 nel 2009, dopo che l’inchiesta svolta dalla Guardia di Finanza e dalla Procura della repubblica di Frosinone sulla transazione firmata con l’Ato nel 2007 e sul relativo aumento tariffario, aveva visto finire sotto inchiesta i precedenti vertici di Acea e Provincia (tutti poi assolti fino in Cassazione). Gli anni di governo di Mamalchi sono stati anni di scelte ferme, che hanno riportato funzionalità e regolarità nell’azienda, costantemente sorrette da una mediazione politica ben imbastita dalla predisposizione al confronto del presidente con i sindaci e gli amministratori locali, senza dimenticare le esigenze di molti utenti che erano sì morosi, ma che spesso non potevano proprio pagare. L’arrivo di Saccani, ingegnere con una grandissima esperienza maturata in Toscana nella gestione del servizio idrico, è servito anzitutto a dare una strattonata ai conti e ad abbattere l’evasione: il servizio idrico è tale e quale a quello dell’elettricità ed a quello del gas. Si pagano quelli, si paga questo. E a chi non paga, niente acqua. I bilanci si sono appianati: ai soci di Acea è piaciuto, agli utenti ed ai comitati per l’acqua pubblica un po’ meno. La linea di Saccani e di chi ha scelto Saccani per curare gli affari di Acea Ato5 è quella che ha avuto la meglio, fino ad avviare la procedura per la fusione dell’Acea ciociara con quella romana. Fusione contro cui sono insorti i sindaci, ma che resta l’obiettivo del gestore. E la presidenza Saccani ha anche in quella la sua ragione.

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