Provincia. Stessa causa, ma tre parcelle diverse. E nessuno spiega.


Da La Provincia Quotidiano del 7 febbraio 2016

di Cesidio Vano
Il Carnevale è alle porte e la vicenda che stiamo per raccontare richiama alla mente una delle più famose maschere carnascialésche di sempre: quella di Pantalone, gentiluomo veneziano tanto dotto quanto avaro, che alla fine viene puntualmente messo in condizione di dover pagare gli errori e soprattutto gli sprechi altrui. Figura divenuta proverbiale, simbolo del contribuente impotente nei confronti dello Stato, che spende e spande.
Accade allora questo: un ex lavoratore della sfortunata società Aeroporto di Frosinone, licenziato dopo la liquidazione della spa, ha intentato causa contro Provincia, Comune, Camera di Commercio e Consorzio Asi (soci dell’Adf spa) poiché ritiene legittimamente di aver diritto alla riassunzione in una delle altre aziende speciali o società partecipate degli enti detti.

Fin qui nulla di eccezionale, a patto di non voler stare a soppesare l’opportunità di trasformare, come Adf ha fatto, il rapporto di lavoro in questione da tempo determinato a tempo indeterminato a circa un mese dalla messa in liquidazione: l’azienda aveva proprio bisogno di assumere personale quando era ormai in procinto – e la cosa era chiara da tempo – di chiudere i battenti?

Ma la questione è un’altra: Provincia, Comune, Camera di Commercio, Consorzio e liquidatore si sono costituiti in giudizio per resistere alle legittime pretese del lavoratore. Lo hanno fatto dando incarico ad altrettanti legali di fiducia ma con metodi di selezione e di spesa completamente diversi e a tratti inquietanti.

Il Comune di Frosinone, guidato dal sindaco Nicola Ottaviani, si è affidato all’avvocatura interna per una spesa al momento pari a zero. Se la causa sarà vinta, all’avvocato dipendente andranno riconosciute le somme previste dalla legge e il soccombente pagherà le spese.

La Camera di Commercio, presieduta da Marcello Pigliacelli, ha preferito effettuare una gara informale, chiedendo con un avviso agli avvocati interessati di formulare un’offerta per patrocinare la causa: l’incarico è andato ad un avvocato di Veroli che ha preventivato una spesa di circa 2.800 euro oneri e Iva compresi.

La Provincia di Frosinone, guidata da Antonio Pompeo, non ha inteso rivolgersi all’avvocatura interna, nonostante sia molto più nutrita di quella comunale, né ha inteso svolgere una gara seppur informale per selezionare un legale esterno. L’ente di piazza Gramsci – seguendo l’orientamento da tempo assunto – ha deciso di nominare direttamente un avvocato di proprio gradimento che ha presentato un preventivo, per l’assunzione della difesa, di 20.000 euro (diconsi ventimila euro) oltre accessori. La Provincia ha gradito ed ha accettato.

Qualcosa, qua, però non torna. Per la stessa identica causa la pubblica amministrazione si appresta a spendere zero euro in un caso, 2.800 euro in un altro e 20.000 in un altro ancora. Se il Comune si è comportato nel modo più ovvio (“ho un ufficio legale e lo uso per le cause dell’ente”), i 2.800 euro della CamCom appaiono anche pochi. Sicuramente troppo pochi se paragonati ai 20.000 della Provincia.

Differenze abissali e al momento senza una spiegazione logica. La vicenda necessita sicuramente ed al più presto di un chiarimento, considerando anche i metodi utilizzati per programmare la spesa, e soprattutto per allontanare l’idea che, se paga Pantalone, allora tutto è permesso.

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