Acqua. I sindaci preparano le contestazioni ad Acea. Conferenza dell’Ato5 convocata per il 18 Febbraio


Da La Provincia Quotidiano del 29 gennaio 2016

di Cesidio Vano
La Conferenza dei sindaci, che dovrà dare via libera all’iter finalizzato a risolvere il contratto con il gestore idrico Acea Ato5 Spa, è stata fissata per il prossimo 18 febbraio.
Ieri pomeriggio, infatti, si è tenuta l’annunciata Consulta del’Ambito presieduta da Antonio Pompeo. All’unanimità, il presidente e i sette sindaci che compongono l’organismo consultivo (Veroli, Morolo, Aquino, Ceprano, Sora, Picinsico e Frosinone) hanno votato per procedere con la contestazione dell’inadempienza contrattuale e fissato le successive mosse. La Consulta ha analizzato la relazione sulle inadempienze predisposta dalla Sto. Non è dato conoscere il tenore del documento – non reso pubblico – e le valutazioni in esso contenute. La Consulta ha però chiesto delle integrazioni alla relazione. Per formalizzare le contestazioni servirà però il voto dell’assemblea, fissata per il 18 febbraio. In quella stessa sede i sindaci dovranno anche stabilire il tempo da concedere al gestore per adempiere o fornire spiegazioni. Si parla di circa 6 mesi. Poi sarà necessario tornare in Conferenza per valutare il da farsi.
Sul tavolo della Consulta, poi, non sono arrivati i documenti e i chiarimenti richiesti ad Acea Ato5 in merito alla procedura di fusione per incorporazione in Acea Ato2 Spa (che gestisce l’Ato di Roma). E’ stato fissato un ulteriore termine perentorio per fornire le risposte richieste e, comunque, la decisione sul parere relativo alla fusione – che spetterebbe solo alla Consulta – è stato rinviato ad un voto della Conferenza sempre il 18 febbraio prossimo.
La Consulta, poi – su proposta del sindaco del capoluogo -, ha anche deciso di segnalare all’Agcm, l’autorità della concorrenza e del mercato, le vicende relative a fatturazioni mai recapitate e conseguenti richieste di recupero crediti e distacchi. Disagi – come abbiamo già segnalato su queste colonne nei giorni scorsi (leggi qui) richiamando proprio l’attenzione di Ato e Sto – che nell’Ato2 hanno comportato una sanzione da 1,5 milioni ad Acea per “pratiche commerciali aggressive”. La Sto dovrà dunque riscontrare le eventuali irregolarità commerciali (lettura contatori, emissione bollette, correttezza delle messe in mora degli utenti ecc.) ai fini di un ricorso all’Antitrust.
Con una nota stampa, ieri sera, dalla Provincia hanno fatto sapere – in merito alla fusione – di aver dato nuovo mandato alla Sto di inoltrare ulteriore diffida ad Acea Ato5 di produrre la documentazione necessaria entro e non oltre il 5 febbraio prossimo. «Se i documenti non dovessero essere conferiti entro il termine, nella riunione di Consulta già fissata per l’8 febbraio saranno tratte le considerazioni del caso e l’indicazione della Consulta, da sottoporre all’Assemblea dei Sindaci, non potrà che essere negativa».
In merito alla relazione richiesta alla Sto per la valutazione del rapporto con il gestore, dalla Provincia hanno spiegato che: «<+Corsivo_chiaro>La Sto ha affermato che il ripetersi e la gravità delle inadempienze sono tali da poter intraprendere le procedure di risoluzione contrattuale ai sensi dell’art. 34 della Convenzione. La Consulta ne ha preso atto e ha deciso di fissare l’Assemblea dei Sindaci per il prossimo 18 febbraio».
Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, ieri sera, ha voluto evidenziare come «in assenza dei necessari elementi tecnici e finanziari, non sia possibile deliberare a favore dell’accorpamento tra le società Acea Ato5 e Acea Ato2». «Ho chiesto alla Sto – ha aggiunto Ottaviani – di promuovere una procedura innanzi all’Agenzia per la Concorrenza (Agcm), per la verifica dell’eventuale comportamento contrattuale vessatorio da parte di Acea, al momento dell’invio di fatture mai spedite, con effettuazione dei distacchi immediati delle utenze. La questione dei rapporti con Acea – ha dichiarato ancora Ottaviani – continua ad essere una tematica di natura strettamente giuridica e contrattuale. La politica, che spesso ha fatto danni sull’intera questione del servizio idrico, ha finalmente compreso che per tutelare i cittadini bisogna adottare atti amministrativi lineari, legittimi e anche di grande valore sociale».
«Questo è il risultato di un preciso percorso basato sul rispetto delle norme contrattuali – ha detto il presidente della Consulta Antonio Pompeo -. Se non avessimo approvato il Piano degli investimenti e se non fosse stata approvata la proposta di tariffa idrica da parte dell’Assemblea dei Sindaci, ora non saremmo nelle condizioni di intraprendere le procedure di risoluzione contrattuale».

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