Frosinone. Passi carrabili, per Iannarilli il Cosap 2010 è illegittimo. La Provincia: “Tutto in regola, bisogna pagare”


Da La Provincia Quotidiano del 13 gennaio 2016

di Cesidio Vano
«La Provincia di Frosinone non ha più diritto di richiedere il pagamento del Cosap per i passi carrabili relativamente al 2010». Lo afferma con sicurezza l’ex presidente dell’ente di piazza Gramsci, Antonello Iannarilli, che da mesi, ormai, conduce una battaglia contro la decisione dell’amministrazione provinciale di recuperare il balzello per l’anno 2010, quello in cui proprio l’ex presidente aveva deciso di sospendere il pagamento del canone per gli spazi e le aree pubbliche. La sospensione fu deliberata prima dalla Giunta e successivamente anche dal Consiglio provinciale che, l’anno successivo (2011), modificò anche il regolamento Cosap di fatto esentando dal pagamento i passi carrabili a servizio di civili abitazioni e fondi agricoli.
Ieri, sul suo profilo Facebook, Iannarilli ha anche pubblicato un fac-simile della lettera con cui, chi vuole, può contestare la richiesta di pagamento ricevuta dalla Provincia.
L’attuale amministrazione provinciale, infatti, ha ritenuto di doversi attivare per incassare quel canone prima che scattasse la prescrizione quinquennale, al fine di evitare ogni responsabilità erariale, ma – secondo Iannarilli – avrebbe commesso un errore fatale: l’atto di consiglio che stabilisce lo stop ai pagamenti non sarebbe stato mai revocato e lo scorso 31 dicembre sono trascorsi i 5 anni che farebbero scattare l’inesigibilità delle somme.
L’ente si sarebbe mosso, finora, solo con provvedimenti assunti dagli uffici mentre la questione, secondo l’ex presidente, andava sottoposta al consiglio provinciale, ancora competente in materia, e che è l’unico organo deputato a revocare le decisioni precedentemente prese.
Insomma, la Provincia starebbe chiedendo il pagamento di un canone che risulta ancora oggi – in base agli atti emanati – sospeso e che sarebbe oramai prescritto.
Ieri, in una nota Iannarili ha spiegato: «Come ho anticipato nelle scorse settimane, ho inviato una lettera di contestazione relativa agli avvisi di pagamento del canone Cosap  per il 2010, spediti in maniera illegittima ai cittadini della provincia di Frosinone.
Già nei mesi passati avevo mandato una lettera al presidente, ai consiglieri e al dirigente sul problema, ma nessuno si è degnato di confrontarsi con me, né di rispondere alla stessa; l’amministrazione se ne è lavata le mani e il dirigente, purtroppo per lui, ha commesso un grave errore provocando un serio danno economico all’Ente e agli abitanti del territorio.
Oggi stesso ho inviato un’altra lettera a tutti, sperando che questa volta chi ha il potere di farlo fermi questa procedura per evitare ulteriori danni. In caso contrario se ne assumerà tutte le responsabilità. Il perché della illegittimità dei suddetti avvisi di pagamento è specificato nella mia lettera, come del resto nel documento che i cittadini dovranno inviare alla Provincia.
Non intendo comunque fermarmi qui e, se tale procedura non sarà bloccata, spedirò tutto alle autorità competenti, sia alla Corte dei Conti sia alla Procura della Repubblica».

La replica dell’Amministrazione provinciale (da La Provincia Quotidiano del 14 gennaio 2016)
“Il canone sui passi carrabili per l’amno 2010 deve essere pagato”. Lo sostiene l’amministrazione provinciale di Frosinone che dopo l’iniziativa assunta dall’ex presidente Antonello Iannarilli – di cui abbiamo riferito ieri – è intervenuta con una nota per spiegare essenzialmente che nel 2010 si è solo stabilita, temporaneamente, la sospensione del pagamento; che tale sospensione – anche in assenza di chiare indicazioni – non può andare oltre i 5 anni; che la tassa andava pagata entro gennaio 2011 e che, pertanto, non vi sarebbe stata alcuna prescrizione.
Dall’ente guidato da Antonio Pompeo (foto) spiegano:
«In merito alle notizie riportate sulla stampa relativamente alle richieste di pagamento del canone Cosap sull’annualità 2010, la Provincia di Frosinone, al fine di evitare ulteriore confusione sul tema, chiarisce: la deliberazione Consiliare n. 3 del 18.03.2010 ha disposto, quale “…misura emergenziale la cui temporaneità è legata, altresì, alla necessità di verificare la validità e coerenza del Regolamento Cosap a suo tempo approvato la cui interpretazione ed applicazione ha generato un ingente contenzioso… di sospendere per l’anno 2010 il pagamento del canone Cosap”.
E’ stata quindi volontà del Consiglio provinciale sospendere, temporaneamente, il pagamento del canone, altrimenti dovuto dai contribuenti entro il mese di gennaio di ciascun anno. La durata della sospensione, comunque non indicata nella deliberazione consiliare 3/2010, non può essere oltre i cinque anni, ovvero oltre il termine possibile per la richiesta a pena di prescrizione.
Coerentemente agli atti adottati a suo tempo, gli Uffici preposti hanno correttamente richiesto il pagamento del canone relativo al 2010 senza sanzioni e interessi moratori, proprio in virtù del provvedimento di sospensione adottato dal Consiglio provinciale.
In merito alle spese sostenute per l’emissione degli avvisi, va semplicemente precisato che riguardano la spedizione di oltre 6000 raccomandate attraverso il servizio di Poste Italiane: dunque i conti sono presto fatti.
L’auspicio e l’invito è che si evitino inutili e costose polemiche che non fanno gli interessi dei cittadini».

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