Frosinone. Provincia: i debiti fuori bilancio spuntano come funghi! (E meno male che era tutto a posto)


Da La Provincia Quotidiano del 5 gennaio 2016

di Cesidio Vano
Nella seduta di Consiglio provinciale, che si è tenuta lo scorso 28 dicembre, è stata rivista e modificata la delibera con cui appena due mesi prima, il 20 di ottobre, si erano riconosciuti 365.000 euro di debiti fuori bilancio causati da sentenze di condanna e acquisizioni di beni e servizi al di fuori delle regole contabili.
La nuova deliberazione si è resa necessaria per correggere alcuni errori e sviste in cui era incappata la precedente delibera e anche per mettere rimedio ad ulteriori 240.000 euro di debiti materializzatisi successivamente al 20 ottobre con il risultato che, in totale, adesso i ‘buffi’ da sanare sono saliti a 605.000 euro.

Trovare le responsabilità
Il Collegio dei revisori ha sollecitato l’ente a verificare le eventuali responsabilità al riguardo, ricordando comunque l’obbligo di trasmettere alla Corte dei conti il provvedimento di riconoscimento dei debiti.
Della delibera di ottobre, da queste colonne, ci eravamo già occupati ad inizio novembre, segnalando l’incompletezza di alcuni atti e dati, relativi in particolare al riconoscimento di 101.000 euro ad un privato, per affitti non pagati. Ricevemmo in risposta una nota dell’ufficio stampa della Provincia che, smentendo quanto da noi affermato, ribadiva la piena correttezza e legittimità dell’atto emanato. Tra l’altro – possiamo aggiungere oggi – il creditore di quei 101.000 euro, incassato il riconoscimento del debito, ha anche fatto appello contro la sentenza che gli dà ragione poiché ritiene di aver diritto ad ulteriori 100.000 euro. Tutto legittimo s’intende.

Correzioni ed errori
Ora, però, la stessa amministrazione provinciale, nel modificare quel provvedimento di ottobre, sana proprio le carenze da noi indicate richiamando le certificazioni mancanti. Ma fa anche di più: riconosce che nell’emanare quella prima delibera aveva commesso alcuni errori, e non di poco conto.

Causa persa, causa vinta
In un primo caso, aveva riconosciuto un debito di 2.198 euro per una sentenza di condanna del Tar emessa nel gennaio 2015. Ma nel successivo luglio, il Consiglio di Stato aveva ribaltato la decisione e dato ragione all’ente di piazza Gramsci. La Provincia, quindi, non doveva pagare nulla, ma ad ottobre gli uffici preposti non se ne erano ancora accorti e certificavano – al contrario – che bisognava pagare eccome.
Tra l’altro la notizia della vittoria in appello era stata data anche da questo quotidiano con molto risalto…

Debiti riconosciuti… per errore
In un altro caso, il Consiglio provinciale aveva riconosciuto il pagamento di debiti fuori bilancio per 28.084,55 in forza di tre sentenze favorevoli ad una società di costruzioni, tra l’altro facente capo ad un imprenditore oggi sindaco. Però, quelle sentenze – stando a quanto ha deliberato a correzione il Consiglio provinciale a dicembre – in delibera c’erano finite per sbaglio… e ora sono state cancellate. I 28 mila euro al sindaco-imprenditore non sarebbero al momento dovuti. O forse sono stati già pagati. Non lo sappiamo perché non è spiegato.
Questa volta, infatti, differentemente dalla precedente, non sono stati pubblicati all’albo né le attestazioni dei dirigenti sulla riconoscibilità dei debiti fuori bilancio, né gli atti da cui questi prendono corpo.

Più controlli e chi sbaglia paga
C’è invece, in pubblicazione, il parere espresso dal Collegio dei revisori contabili, recentemente rinnovato, che nel ricordare l’obbligatorietà di ricondurre all’interno del sistema di bilancio le spese ‘maturate’ al di fuori delle regole, invita i dirigenti a monitorare costantemente la situazione relativa al generarsi di passività. Inoltre lo stesso Collegio invita l’ente a stanziare apposite somme per fronteggiare in futuro l’insorgere di nuovi debiti ma, soprattutto, sollecita la Provincia affinché vengano compiute le necessarie verifiche per accertare le eventuali responsabilità, raccomandando la trasmissione della delibera alla Procura generale della Corte dei conti come previsto dalla normativa.

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