Frosinone/ Sei Comuni ricorrono al Tar contro gli aumenti della Tassa rifiuti


Da La Provincia Quotidiano del 16 dicembre 2015

di Cesidio Vano
Sei Comuni della provincia di Frosinone hanno deliberato di impugnare davanti al Tar del Lazio il provvedimento dalla Regione con cui – come noto – l’ente della Pisana ha deciso di aumentare la tariffa che i Municipi debbono pagare alla società Saf per il conferimento dei rifiuti presso l’impianto di Colfelice. Ad aver deciso di ricorrere ai giudici amministrativi sono stati i sindaci di Arpino, Ceprano, Fontana Liri, Pofi, Pontecorvo e Torrice che hanno dato incarico all’avvocato Edoardo Giardino, legale del Foro di Roma, di presentare ricorso presso il Tar di Roma.
Nel mirino – come detto – è finita la determinazione n. G12097 del 08 ottobre 2015 ad oggetto: “SAF S.p.A. – Tariffa definitiva per l’accesso dei rifiuti urbani all’impianto di selezione e trattamento per la produzione di CDR in Colfelice”.
L’aumento delle tariffe a carico dei comuni – come abbiamo avuto modo di scrivere già nelle scorse settimane – è seguito alla sentenza del Tar di Latina con cui Regione Lazio e organismo commissariale per l’emergenza rifiuti sono stati condannati a risarcire per circa 10 milioni di euro la società che gestisce la discarica di Roccasecca poiché per diversi anni (dal 2007 in poi) hanno omesso di fornire una tariffa aggiornata per il conferimento in discarica dei rifiuti trattati in impianto.
Di tale situazione si sarebbe avvantaggiata la Saf (composta dagli stessi Comuni e dalla Provincia) che avrebbe pagato meno del dovuto al gestore.
Da qui la ‘soluzione’ concordata tra Saf, società gestrice e Regione, di mettere a carico dei Comuni il rincaro necessario a pagare i 10 milioni; rincaro che inevitabilmente si riversa nelle bollette dalla tassa rifiuti.
Insomma, nonostante le inadempienze stiano altrove, a pagare saranno sempre i cittadini.
I sindaci che hanno presentato ricorso spiegano: «Non si può continuare a scaricare tutti i problemi sui Comuni. Regione e Presidenza del Consiglio sono state condannate a pagare quasi 10 milioni di euro, per via del mancato adeguamento della tariffa sul conferimento di rifiuti in discarica. Dopo non aver impugnato la sentenza, ora una determina regionale stabilisce, in maniera arbitraria, che il debito debba essere riversato sulla Saf e, di conseguenza, sui comuni e sui cittadini. Riteniamo tale decisione ingiusta sia sotto il profilo giuridico, e per questo ci siamo opposti in sede legale, sia sotto il profilo del metodo e per questo la contestiamo politicamente pubblicamente. Non possiamo accettare passivamente una decisione che avrà delle ricadute negative per le tasche dei nostri cittadini specialmente nella situazione in cui siamo oggi, visto il diffuso disagio sociale che investe il nostro territorio. Inoltre, cogliamo l’occasione per annunciare che sottoscriveremo una richiesta di convocazione dell’assemblea Saf per discutere dei problemi dei rifiuti della nostra provincia».

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