Rifiuti, ecco perché la Ta.ri. rischia di diventare un salasso


discaricaDa La Provincia Quotidiano del 22 novembre 2015

di Cesidio Vano
Lo scorso 8 dicembre, la Regione Lazio con la determina n.G12097 ha aumentato la tariffa che i Comuni della Ciociaria debbono pagare alla Saf Spa (la società formata dagli stessi Comuni e dalla Provincia di Frosinone per la gestione del ciclo dei rifiuti) per conferire la propria immondizia nell’impianto di selezione e trattamento di Colfelice.
La decisione di aumentare la tariffa è seguita alla sentenza del 2014 con cui il Tar di Roma ha riconosciuto al gestore della discarica di Roccasecca (in cui Saf deposita i rifiuti una volta trattati) un risarcimento di circa 10 milioni di euro per i danni subiti a causa del ritardo, durato 4 anni, nella fissazione della tariffa definitiva, che la Saf deve alla discarica per conferire i rifiuti trattati.
A non decidere quale dovesse essere la giusta tariffa è stata la stessa Regione cui spetta la regolamentazione tariffaria e, per il periodo di commissariamento legato all’emergenza rifiuti, il commissario incaricato.
Il Tar, infatti, condanna al risarcimento sia la Regione che la presidenza del consiglio dei ministri (da cui dipende l’organo commissariale) ma riconosce anche che, nei quattro anni in cui si è continuata ad applicare una tariffa provvisoria ed insufficiente, la Saf ha avuto comunque un vantaggio, pagando meno di quanto avrebbe dovuto pagare. Per questo lo stesso Giudice indica alcuni possibili rimedi.
La Regione non ha impugnato la sentenza, che è divenuta esecutiva, ma ha promosso una serie di incontri tra Saf e discarica per trovare un’intesa su come regolarizzare il pagamento ordinato dal Tar.
L’accordo trovato prevede che sia la Saf, cioè i Comuni, a pagare il risarcimento milionario in 72 rate mensili (e per questo c’è anche un extracosto).
I 10 milioni vanno quindi recuperati dalla tariffa che i Comuni pagano a Saf e che si carica sulla bolletta. Ecco, dunque, che a pagare saranno i cittadini tramite la Ta.Ri. (tassa rifiuti) nonostante la condanna riguardi l’inadempienza nel tempo tenuta da Regione e Stato.

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