Frosinone: dopo l’acqua i rifiuti, ennesima stangata in arrivo


di Cesidio Vano

Un’altra batosta è in arrivo sulle tasche delle famiglie della Ciociaria.
Questa volta la stangata giunge dall’immondizia, dopo che la Regione Lazio ha dovuto aumentare la tariffa che i Comuni della Ciociaria pagano alla Saf, la società appositamente costituita per gestire il ciclo dei rifiuti tra Comuni e Provincia, per conferire l’immondizia raccolta all’impianto di trattamento di Colfelice.
L’aumento di tale tariffa, ora fissata a 101,62 euro a tonnellata, fa seguito alla condanna inflitta dal Tar di Roma a risarcire la società che gestisce la discarica provinciale per i danni accertati e conseguiti al mancato tempestivo adegaumento della tariffa che la Saf paga a sua volta per depositare i rifiuti trattati nella discarica di Roccasecca. Dal 2007 fino al 2012, infatti, nonostante i solleciti tale tariffa non è stata aggiornata. Il risarcimento ammonta a circa 10 milioni di euro.
Nella gestione dei rifiuti, insomma e con le dovute distinzioni, si ripropone lo stesso pasticcio avvenuto per la gestione del servizio idrico: la mancata statuizione, per tempo e secondo legge, delle tariffe ha generato un danno al gestore che ora dovranno pagare i cittadini-utenti.
In questo caso a non aver emesso per tempo la tariffa di conferimento definitiva non sono stati i sindaci – come nel caso dell’acqua – ma l’inadempienza ricade prima prima sull’ente commissariale a cui nel Lazio era stata affidata l’emergenza rifiuti e poi sulla stessa Regione Lazio tornata nei pieni poteri.
Ma gli oneri derivanti dalla condanna ricadranno solo sui Comuni che usufruiscono del servizio e quindi, con la Tari, sui cittadini.
Il Tal del Lazio, infatti, nel 2014 ha stabilito che le tariffe utilizzate fino al 2012 non erano remunerative come invece sarebbe stato obbligatorio secondo legge e che, inoltre, gli enti preposti non avevano dato alcun seguito ai solleciti con cui si chiedeva di revisionare la medesima tariffa.
I giudici amministrativi condannano Regione e Presidenza del consiglio (che aveva nominato il commissario) a risarcire il gestorre della discarica della differenza dovuta tra la tariffa applicata e quella definitiva poi emessa. Ma chiariscono anche che la Saf si è avvataggiata di tale ritardo, durato 4 anni, pagando meno del dovuto.
Per questo a seguito del pronunciamento del Tar, la Regione – che tra l’altro ha deciso di non appellare al sentenza ora divenuta definitiva – ha anche promosso un confronto tra le parti (Saf e società che gestisce la discarica) per trovare un’intesa.
L’accordo che si è siglato prevede che le somme in più da riconoscere a partire dal 2007 saranno pagate in 6 anni, ovvero 72 rate mensili, in modo da non pesare troppo sui Comuni (ovvero – aggiungiamo noi – i cittadini a cui viene richiesta la Tari). Insomma i 10 milioni di tireranno fuori i cittadini attraverso l’aumento delle bollette.
Il conto del salasso è il seguente: per il periodo dal 25 luglio al 22 aprile 2012, vanno risarciti al gestore della discarica 6,7 milioni in forza della decisione del Tar oltre ad altri due milioni per la rivalutazione monetaria oltre, ancora, a quasi un altro mezzo milione per gli interessi legali.
Queste somme peseranno per ogni Comune per 7,82 euro in più a tonnellata conferita per adeguamento tariffario e interessi legali e per 4,10 euro/tonnellata in più per la rivalutazione monetaria.

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