Dossier 1. Inchiesta Aeroporto di Frosinone: le accuse della Procura, i pranzi e i viaggi


Da La Provincia Quotidiano del 20 novembre 2015

di Cesidio Vano

1.1 Le accuse della Procura
La società Aeroporto di Frosinone (in sigla Adf) doveva essere chiusa già dal 2006-2007 quando ormai era chiaro che non c’erano i requisiti per realizzare un simile scalo in Ciociaria. E’ questa la convinzione maturata dalla procura della repubblica del capoluogo a termine delle indagini sulla gestione dell’Adf Spa. Ieri, come già riferito da queste colonne, la procura ha fatto notificare l’avviso di conclusione indagini ai tre ex presidenti che fino al 2013 si sono succeduti alla guida della società: Francesco Scalia, Giacomo D’Amico e Gabriele Picano. L’avviso è stato consegnato anche all’ex direttore generale dell’Adf Alessandro Minotti.
Per tutti l’accusa è di peculato. Per la procura, infatti, gli amministratori avrebbero dovuto procedere a chiudere la società come impone il codice civile una volta che l’obiettivo societario (ovvero la realizzazione dell’aeroporto) risultasse non più raggiungibile e tale circostanza, per il sostituto procuratore Adolfo Coletta che ha svolto l’inchiesta, si sarebbe concretizzata quando dal 2006 al 2007 con ben 5 studi l’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, aveva evidenziato criticità e problemi che mai avrebbero permesso la realizzazione del progetto. Inoltre, la procura mette in luce che l’Adf non era legittimata ad agire quale gestore aeroportuale come segnalatole dal Ministero dei Trasporti.
Invece, Scalia prima e D’Amico (cognato di Scalia) poi, si sarebbero appropriati – sostiene l’accusa – del denaro pubblico erogato dalla Provincia all’Adf destinato così ad alimentare l’improduttività operativa della società, sostenendo costi rilevanti quanto inutili per aumento capitale, costituzione della Gestione Adf spa, per remunerazione di se medesimi, degli altri amministratori, del personale, dei consulenti, per prinzi e viaggi, ecc.
A Scalia vengono contestate spese per 2,1 milioni di euro; a D’Amico spese per 478.000 euro. Il reato è contestato anche a Minotti
Stessa accusa viene mossa all’ex presidente Gabriele Picano ed ancora a Minotti per il periodo di presidenza del primo. A Picano si contestano spese totali per 603.000 euro.

1.2 Tutti al ristorante per far decollare l’Adf
Il progetto dell’aeroporto di Frosinone non è mai decollato, ma le spese sì.
La Procura del capoluogo è ora intenzionata a chiedere ragione agli ex presidente della società Adf – Aeroporto di Frosinone Spa le ragioni della loro gestione del denaro pubblico, partendo da un assunto categorico: tutti sapevano benissimo che l’opera non era realizzabile dopo i pareri dell’Enac – l’ente che vigila sull’aviazione civile – che già nel 2006 e poi nel 2007 aveva bocciato l’iniziativa. Ciononostante tutti i presidenti che si sono succeduti hanno mantenuto in vita l’Adf spendendo il denaro pubblico a disposizione.
Denaro speso per i gettoni e le indennità agli amministratori dell’Adf, per il personale della stessa società, per le consulenze a redigere studi e progetti dell’aeroporto, ma non solo.
Nella settantina di pagine che la Procura di Frosinone allega all’avviso di conclusioni indagini a carico degli ex presidenti si trova un po’ di tutto, ma alcune voci risultano particolarmente curiose.
Ci sono ad esempio le numerose spese presso ristoranti.
Infatti, se sotto la presidenza di Francesco Scalia sono solo tre le occasioni in cui vengono messe a carico dell’Adf pranzi o cene in locali del territorio, durante altre presidenze il numero diventa molto più elevato.
Durante la gestione di Francesco Scalia sono state tre le occasioni in cui l’Adf ha saldato il conto del ristorante per complessivi 1.513 euro: il 17 settembre 2007, presso la “Hostaria Tuttino” di Frosinone hanno mangiato 11 commensali il conto è stato di 373 euro; il 28 novembre dello stesso anno e nello stesso locale a tavola si sono seduti in 8 ed hanno consumato per 370 euro; il 29 luglio 2008, invece, il pranzo è stato offerto a 20 commensali preso il ristorante “Da Nico” sempre a Frosinone per una spesa di 770 euro.
Con il presidente Giacomo D’Amico le spese per i ristoranti prendono il volo (è proprio il caso di dire). Infatti la procura conteggia fatture per pranzi, aperitivi o cene per oltre 6.200 euro.
Dal 25 maggio 2009 al 22 giugno 2010 D’Amico va al ristorante a spese dell’Adf ben 52 volte in locali di Frosinone, Roma e mezza Ciociaria (Ceccano, Castrocielo, Ferentino, Ceprano, ecc.). D’Amico, però, è molto più intimo nei suo pranzi che generalmente sono per due persone, a volte per tre o quattro, e solo una volta arrivano a 7 commensali. Fatture da 20, 35, 50 euro ma anche importi più sostanziosi fin’oltre 200 euro.
Con la presidenza affidata a Gabriele Picano, la necessità di saldare il conto dei ristoranti si fa sempre più pressante. Sono 78 le fatture pagate dall’Adf nel periodo da gennaio 2011 a luglio 2012. In totale Picano spende nei ristoranti 6.340 euro e il più delle volte, a giudicare dagli importi, pranza al massimo in compagnia di un altra persona.
Nei giustificativi dell’Adf sono ricorrenti queste voci: pranzo con imprenditori, pranzo con rappresentanti politici; pranzi con collaboratore, pranzo di rappresentanza. Gli importi si aggirano dai 20 a 100 euro, in alcuni casi si arriva a quasi 200. Picano consuma i pasti in ristoranti di Frosinone, Arpino, Cassino, Roma, Formia, Castrocielo, Isernia, Ceprano, ecc.
Spese per pranzi e cene vengono pagate da Adf anche su richiesta del direttore generale Alessandro Minotti che presenta alla società fatture da maggio 2011 a gennaio 2012. In tutto spende poco più di mille euro e giustifica le consumazioni presso i ristoranti con incontri avuti con vari rappresentati della società RFT (ferrovie), consulenti dell’Adf ed anche, il 13 gennaio 2012 con il consigliere provinciale Eligio Ruggeri, delegato alla vicenda aeroporto, che contro le spese ritenute allegre di Minotti, giusto un mese dopo, farà fiamme e fuoco convocando la stampa. Quel giorno, all’Hotaria Tittino di Frosinone assieme al direttore generale ed alcuni tecnici della provincia mangiarono per 252 euro messe in conto all’Adf.

1.3 Viaggi in Irlanda, a Pantelleria e in Albania
A carico dell’Adf sono finite anche alcune spese per viaggi, in Irlanda, a Pantelleria ed in Albania. Tutte iniziative istituzionali, secondo quando dichiarano gli amministratori della Adf che le effettuano, e finalizzate alla progettazione e realizzazione dell’aeroporto.
Il 18 luglio del 2007 sono in sette a prendere il volo per Dublino. Per una spesa di 4.725 euro l’agenzia di viaggi “Benedetti” di Frosinone organizza un pacchetto turistico dal 23 luglio 2007 al successivo 25 luglio. I biglietti sono a favore di Scalia, Marzi, Minotti, Di Palma, Crisciuolo, Caira e Latini. Vengono prenotate 5 camere per due notti in regime di pernottamento e prima colazione e una camera per una notte. Il pacchetto prevede inoltre un minibus privato a guida parlante italiano per circa 3 ore di visita alla città di Dublino.
Il tutto presso l’hotel a quattro stelle “The Gresham” nel cuore della capitale irlandese.
In Irlanda i rappresentanti di Adf tornano anche a ottobre dello stesso anno (2007) e si rivolgono sempre alla stessa agenzia “Benedetti” che per 4.915 euro fornisce dal 23 al 24 ottobre un nuovo pacchetto turistico.
A luglio 2007, dieci giorni prima di volare in Irlanda, il presidente Scalia partecipa a Pantelleria ad un incontro con l’Enac dal 13 al 15 di quel mese. Costo totale tra biglietti aerei e spese varie 706,93 euro.
Sotto la presidenza Picano, nel 2011 l’Adf vola invece in Albania. In quattro: Gabriele Picano, Alessandro Minotti, Fabio Dalmini e Aldo Picciotti spendono in tutto, tra biglietti aerei, camere d’albergo, pranzi, e spese varie 1.729,21 euro per recarsi presso l’hotel quattro stelle “Tirana International” dove li attendono quattro camere “De Luxe”.

Leggi anche Dossier 2 – Aeromodelli, convegni e sponsorizzazioni
Leggi anche Dossier 3 – Stipendi, indennita e gettoni

 

 

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