Frosinone, tassa sui passi carrabili, Iannarilli contro Pompeo: “Il Cosap 2010 non può essere più richiesto”


Da La Provincia Quotidiano dell’8 novembre 2015

di Cesidio Vano

Se per il presidente della provincia Antonio Pompeo la questione del Cosap è chiusa ed il canone per i passi carrabili è dovuto per il 2010 e poi dal 2013 in poi, per il suo predecessore Antonello Innarilli la questione sta in tutt’altra maniera.
L’ex presidente, infatti, insiste: il Cosap per il 2010, relativamente alle abitazioni civili ed ai fondi agricoli, non può essere richiesto. La provincia scrisse chiaramente a tutti gli interessati informandoli che, per quell’anno, erano esentati dal pagamento e quella comunicazione non può essere revocata oggi.
Ma sempre Iannarilli pone l’accento su un altro aspetto dell’intera vicenda: se Pompeo ammette che per gli anni 2011 e 2012 il canone non è dovuto per le categorie che la mia amministrazione aveva esentato, riconosce anche che la tassazione dei passi carrabili è una scelta politica. Iannarilli ha deciso di non tassare gli utenti, Pompeo al contrario vuole tassarli.
«Ho letto le dichiarazioni poche chiare di Pompeo sulla Cosap – scrive Iannarilli in un comunicato – ed ho preso atto che, a distanza di molti mesi dalla mia lettera aperta a tutta la Sua amministrazione, ha cominciato (anzi è stato costretto a cominciare) a riferire ai cittadini la verità!
Ha ammesso che l’esenzione per alcune tipologie di passi carrabili è possibile e legittima e che è una scelta di chi governa far pagare o meno il canone. Ha smesso dunque di recitare la nenia per cui si doveva applicare il canone per legge ed ha dovuto ammettere, pubblicamente, che è una sua scelta tassare accessi che non occupano nulla (un po’ come tassare l’aria che respiriamo!).
Ha detto, ancora, la verità sul fatto che ho esentato il canone per alcune categorie e che grazie a ciò i proprietari di case private e fondi agricoli non pagheranno delle annualità. Ha ammesso che questi denari i cittadini li hanno risparmiati solo grazie a questa mia scelta.
Ha detto la verità, poi, chiarendo che è lui che ha deciso di eliminare l’esenzione e di riapplicare il canone. Se infatti egli ammette che l’esenzione è possibile (tanto è che dichiara che per il 2011 e 2012 non si chiederà il pagamento) è evidente a tutti che è una sua personale scelta quella di non continuare ad esentare i passi carrabili privati a raso e quelli agricoli».
Iannarilli, poi, passa a sostenere che non si possa richiedere il pagamento neanche per il 2010, invitando Pompeo ad approfondire la questione personalmente senza affidarsi a tecnici poco esperti: «Se Pompeo avesse verificato bene i fatti – dice Iannarilli – avrebbe dovuto darmi ragione anche per l’anno 2010. E’ evidente che egli è mal consigliato allorquando decide di spendere più di 80.000 euro tramite una società privata (ma non ci sono i dipendenti della Provincia?) di denaro pubblico per compiere un’operazione illegittima e temeraria.
Spedirà, da quello che apprendo, delle richieste di pagamento per l’anno 2010 perché, afferma, è obbligato da due argomenti:
– il canone era solo stato sospeso in quel momento;
– nel bilancio consuntivo 2010 vi sono residui Cosap.
Non riesco a spiegare quale delle due argomentazioni sia più errata, tanto è macroscopico l’errore che si compie.
Vorrei subito chiarire che quella dei residui è una svista enorme – dice l’ex presidente -: Il Cosap in senso generale non è mai stato eliminato ma solo esentato e solo per alcune categorie agricole e private, quindi è naturale che vi siano dei residui riconducibili alla voce “Cosap”. Come può l’avvocato Pompeo non sapere che il canone per altre categorie si è continuato a pagare per le altre occupazioni anche nel 2010?
Non sembra che sia io a non sapere cosa ho firmato. Ed anche a me sorge una domanda spontanea: Pompeo legge le dichiarazioni che firma e le verifica?
Venendo poi all’altro argomento, il Presidente non ha compreso il percorso seguito da me e dalle amministrazioni successive perché altrimenti avrebbe verificato che tra la sospensione del 2010 e l’esenzione del 2011 non vi è stata soluzione di continuità, per cui la comunicazione inviata per iscritto ai proprietari frontisti dall’Ente, nel 2010, non è mai stata revocata. E non lo può essere per i principi arcinoti della continuità dell’azione amministrativa e per il divieto di irretroattività dei provvedimenti.
Inoltre – aggiunge Iannarilli -, non si è accorto che il regolamento che egli pensa di aver modificato non è un grattino per il parcheggio o un gratta e vinci, ma un atto amministrativo che per avere validità deve seguire un iter giuridico che non è stato espletato.
Io, però, mi fermo qui – conclude -. Non dico altro, perché non sono il tutor di Pompeo ed egli assumerà il peso dei gesti che compie.
Da parte mia sarò al fianco dei cittadini, come in altre battaglie, sapendo indicare a chi ne avrà bisogno quali sono le grosse crepe dell’agire di questa amministrazione cosicchè sarà l’autorità giudiziaria ad annullare questo sopruso. La cosa scandalosa è che non hai mai detto di voler provare a mantenere l’esenzione… Del resto, dove avrebbe preso altrimenti i soldi per spendere e spandere?».

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