Frosinone, torna la tassa sui passi carrabili: spediti 20.000 avvisi per recuperare il Cosap 2010


Da La Provincia Quotidiano del 4 novembre 2015

di Cesidio Vano
PAG_2_FRVentimila cartelle per la riscossione del Canone di occupazione per le aree e gli spazi pubblici relativo all’anno 2010 sono pronte per essere spedite ai cittadini della Ciociaria.
Si tratta, per capirci, essenzialmente di recuperare la tassa sui passi carrabili non pagata all’epoca (2010) poiché la riscossione del balzello era stata sospesa dall’amministrazione guidata da Antonello Iannarilli che riteneva la pretesa economica ingiusta tanto da averne poi esentato, a partire dal 2011, i possessori di abitazioni civili e fondi agricoli.
Il canone è stato ripristinato nel 2013 dal commissario Giuseppe Patrizi – il quale ha abolito le esenzioni previste due anni prima pur sospendendo fino a tutto il 2017 il pagamento del dovuto. Nel 2014, il presidente Antonio Pompeo si è trovato davanti alla necessità di valutare se il Cosap per gli anni pregressi era dovuto o meno anche perché, non agendo tempestivamente, la pretesa per il 2010 rischiava di incappare nella prescrizione quinquennale. L’Amministrazione provinciale ha scelto di recuperare tutte le annualità non versate sostenendo che, nei fatti, il pagamento era dovuto poiché la riscossione del Canone era stata solo sospesa senza che il balzello venisse cancellato e sostenendo inoltre che il mancato incasso di quelle somme avrebbe dato origine ad un danno erariale.
Così, nei giorni scorsi, la Provincia ha dato incarico ad una società di Roma, la Noviservice Srl Business Partner Postel, per la stampa, l’imbustamento e la spedizione di 20.000 raccomandate di richiesta pagamento del canone agli cittadini ciociari. La spesa per il servizio appaltato ammonterà in tutto a 89.687,60 euro. Il gettito previsto dovrebbe aggirarsi attorno al milione di euro.
Ma i cittadini si troveranno a dover pagare a breve anche il canone per il 2015, la cui riattivazione è prevista pure dal bilancio preventivo approvato nelle scorse settimane che stima un gettito di 1,1 milioni di euro. Insomma, il balzello non lascia… ma raddoppia.
Chi invece ritiene che tali richieste siano per più aspetti illegittime è proprio l’ex presidente della provincia Antonello Innarilli. «Abbiamo già inviato una lettera alla Provincia in cui indichiamo tutte le illegittimità che ci sono nella richiesta dei canoni arretrati – dice Iannarilli –. Prima di tutto il regolamento non è stato mai formalmente modificato dal Consiglio. Il Canone può essere applicato solo per il futuro e dopo che la modifica sarà fatta; poi, la Provincia non ha mai provveduto a classificare le strade secondo le categorie indicate per l’applicazione del canone con la conseguenza che si paga su una stessa tariffa, qualsiasi sia la strada provinciale interessata. Sono sicuro che ci saranno una marea di ricorsi e che saranno tutti vinti. Chi oggi sta dando il via a questa riscossione si sta facendo carico di spese inutili e credo stia compiendo un vero abuso verso i cittadini».

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