Regione Lazio, Zingaretti azzera lo stipendio al cappellano della Giunta


Da La Provincia Quotidiano del 3 novembre 2015

di Cesidio Vano

Sì, la Giunta regionale del Lazio ha un cappellano chiamato a fornire quella che tecnicamente viene definita “assistenza spirituale ai dipendenti regionali”. Tale figura professionale è in servizio dal 2003, quando l’esecutivo guidato dall’allora presidente Francesco Storace firmò una convenzione con la Diocesi di Roma per fornire – appunto – assistenza spirituale ai dipendenti. Da allora ad oggi, per 12 anni dunque, il cappellano della Giunta è don Achim Otto Schutz, docente di Antropologia teologica presso la Pontificia Università Lateranense e segretario della pontificia Commissione internazionale d’inchiesta su Medjugorje. La convenzione iniziale prevedeva un compenso, per tale ufficio, di 12.400 euro all’anno che è stato poi raddoppiato a 24.800 con l’insediamento della giunta guidata da Piero Marrazzo e tale è rimasto fino ad oggi quando il Governatore Zingaretti ha deciso di tagliare tale voce di spesa spesa.

Il servizio, però, non sarà interrotto – si sono affrettati a chiarire dalla Giunta – ma proseguira con un accordo tra Regione e Vicariato che non prevede più un simile costo.

La precisazione dell’esecutivo è giunta dopo che su tale questione è stata presentata un’interrogazione da Francesco Storace che, come noto, oggi è consigliere di minoranza alla Pisana: «Non solo Zingaretti, in nome della spending review, ha deciso di cancellare tout court il servizio – scrive Storace – ma, per le cifre ancora da corrispondere, per quasi un anno intero, ha deciso unilateralmente di tornare alla cifra iniziale di 12mila e 400 euro. Quindi, voglio sapere da Zingaretti non solo in nome di quale taglio di spesa decida di sospendere un servizio apprezzato e utile a garantire la serenità dei dipendenti regionali ma anche come mai, nell’anno del Giubileo, si decida di tagliare un costo così irrisorio a fronte di altre spese milionarie e che fine faranno i locali adibiti fino a oggi a cappella».

La vicenda dell’assunzione di un prete, a 2000 euro al mese, per dire messa in Regione fece notizia già ad inizio 2013 dopo che alla Pisana era scoppiato lo scandalo sulle spese pazze fatte con i soldi dei gruppi consiliari.

Su Il Fatto Quotidiano, il collega Luca Teolato, annotò: «alcuni dipendenti che usufruiscono del servizio di “assistenza religiosa” sono pronti a giurare che ultimamente padre Schutz viene in Regione ben due volte a settimana per celebrare la messa la mattina presto, otto ore di lavoro al mese per 2 mila euro, spiegazione che non attenua il malcontento di molti impiegati che, lavorando full time, possono soltanto sognare una retribuzione così generosa (…) Come se non bastasse la Regione, oltre a stipendiare il cappellano, si fa carico delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria della cappella interna, sacrestia e arredi vari, della pulizia dei locali, del posto auto per il prete e perfino dei rimborsi spese per paramenti sacri, libri liturgici e affini».

Il capogruppo della Federazione della sinistra Ivano Peduzzi fece anche notare: «A parte il fatto che siamo nella capitale mondiale delle chiese e c’è una parrocchia di fronte alla Giunta la questione è un’altra: per quale motivo un’amministrazione pubblica deve spendere dei soldi e tanti per delle funzioni religiose? Siamo in uno stato laico, fino a prova contraria».

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