Acqua. Canoni concessori non pagati, l’Ato5 prova ‘l’arrocco’ per evitare i pignoramenti


Da La Provincia Quotidiano del 7 settembre 2015

di Cesidio Vano
Come nel gioco degli scacchi con la mossa dell’arrocco si prova a mettere al sicuro il re dagli attacchi dell’avversario, così il presidente dell’Ato5 sta tentando di mettere in salvo i conti correnti dell’Ambito territoriale ottimale minacciati da imminenti azioni di pignoramento dopo che l’Ato ha sbagliato il ricorso contro la sentenza del tribunale di Frosinone con la quale sono state riconosciute le ragioni del Comune di San Giovanni Incarico in merito al mancato pagamento dei canoni concessori da parte di Acea Ato5 spa.
Nei giorni scorsi, infatti, il presidente della Provincia e dell’Ato5, Antonio Pompeo, ha firmato una determinazione, quale presidente dell’Ambito, con cui – ai sensi dell’art. 159 del Testo unico degli enti locali – individua le somme non pignorabili per il secondo semestre del 2015.
Una procedura che viene attuata per la prima volta dall’Ato proprio dopo che presso gli uffici dell’Ambito sono giunti gli ufficiali giudiziari a notificare decreti ingiuntivi e precetti propedeutici all’azione di pignoramento del Comune sangiovannese.
Con la determina assunta da Pompeo, come previsto dal Tuel, si dichiarano sottratti alle esecuzioni forzate le somme necessarie al pagamento nel secondo semestre degli stipendi (per euro 162.199); al pagamento di ratei e mutui per euro 1.225.414) e per l’espletamento dei servizi indispensabili (per euro 97.000).
Resta il dubbio se l’articolo 159 invocato sia applicabile anche agli ambiti territoriali ottimali e non solo agli enti locali come dice la legge. Le interpretazioni al riguardo sono divergenti: una scuola di pensiero ritiene che la procedura di quantificazione preventiva delle somme non pignorabili sia riservata solo agli enti locali (comuni, province, comunità montane, ecc.), mentre altri ritengono che poiché la normativa sugli enti locali si applica anche ai soggetti a cui gli enti locali associati partecipano questa ricomprenda anche gli Ato, oltre a consorzi, ecc.
La vicenda, ad ogni modo, rischia di finire, ancora una volta, davanti al giudice, perché il comune di San Giovanni Incarico è determinato a farsi pagare quanto riconosciutogli dal Tribunale in merito ai canoni concessori del servizio idrico.
Il sindaco Antonio Salvati ricorda che con l’accoglimento del ricorso il Tribunale ha accolto tutto quanto lamentato nell’atto di citazione e quindi, a conti fatti, il suo Comune ha diritto a vedersi versati oltre 2 milioni di euro.
Come si ricorderà, Salvati ha agito a tutela del Comune sia contro l’Ato5 e sia contro il gestore l’Acea Ato5 in quanto il secondo deve versare al primo le somme per il pagamento dei canoni concessori che l’Ato ripartisce poi tra i Comuni.
Il tribunale di Frosinone ha condannato sia Ato che Acea a pagare il dovuto al Municipio sangiovannese. L’Acea ha proposto ricorso chiedendo la sospensione dell’esecutività della sentenza. La sospensiva non è stata accordata e l’udienza è stata fissata nel 2019.
L’Ato5, invece, ha affidato l’incarico per l’appello (27.000 euro di parcella) in ritardo, tanto che il legale individuato non è riuscito a depositare le carte per tempo, con la conseguenza che la sentenza di primo grado è divenuta definitiva nei confronti dell’Ambito.
Da qui la necessità di mettere al sicuro i conti correnti dalle iniziative esecutive messe in campo dal sindaco Salvati.

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