Acqua. L’Acea, i compari e il business dei solleciti che frutta milioni di euro extra-tariffa


Da La Provincia Quotidiano del 3 settembre 2015

di Cesidio Vano
Venti euro addebitati in bolletta per spese di recupero crediti: 10 euro per l’invio del sollecito di pagamento e 10 per le spese amministrative di recupero. Il tutto più Iva.
La somma è stata richiesta da Acea Ato5 spa, gestore del servizio idrico in Ciociaria, a diversi utenti che non hanno saldato entro la scadenza la fattura per i consumi idrici del precedente trimestre.

Utenti infuriati
Il caso ci è stato segnalato da più cittadini, che hanno ritenuto eccessivo l’addebito di oltre 24 euro soprattutto nei casi – numerosissimi – nei quali la bolletta è stata pagata in ritardo solo perché non è mai stata recapitata.
I problemi di consegna delle bollette, del resto, sono notori alla stessa Acea Ato5, che ha ammesso l’esistenza del disservizio a seguito dell’affidamento a società private del recapito postale. Affidamento in alcuni casi revocato proprio per i problemi generatisi.

Solleciti inviati automaticamente
Ma, consegna o meno della bolletta, il gestore idrico emette puntualmente il sollecito e addebita, nella fattura successiva, le spese. Non si tratta di casi isolati, anzi il meccanismo è quasi automatico e genera un notevole giro di denaro rivendicato da Acea Ato5 extra tariffa. Di che somme parliamo? Abbiamo provato a chiedere i dati al gestore ma con scarso risultato: quanti siano i solleciti inviati mediamente ogni trimestre non ci è stato detto. Che incasso generino, nemmeno.

Milioni all’anno extra tariffa
Si può, però, fare qualche semplice calcolo.
Le utenze servite da Acea sono in tutto oltre 188.000, tenendoci bassi e ipotizzando che appena il 10% (circa 19.000) delle fatture non vengano pagate entro pochi giorni dalla scadenza (o per scelta dell’utente o perché la bolletta non è stata recapitata o perché recapitata in ritardo) scattano solleciti e relativi addebiti: parliamo (considerando i 20 euro) di 380.000 euro a trimestre di fatturazione, ovvero oltre 1,5 milioni all’anno.
Acea ha però comunicato – questo sì – che l’insoluto a 24 mesi del fatturato agli utenti si attesta sul 19% (percentuale calcolata rispetto al non pagato sul totale dell’importo fatturato), il che, però, potrebbe facilmente far stimare molto più elevata la percentuale delle bollette per le quali viene emesso sollecito di pagamento e relativo addebito.
Pertanto gli importi in totale richiesti ai cittadini da Acea Ato5 a titolo di spese per recupero crediti – oltre le normali tariffe, quote fisse e conguagli – potrebbero raggiungere diversi milioni di euro all’anno, specialmente in caso di disservizio del recapito bollette.

La politica del credito
Sul sito internet, Acea Ato5 spiega così la propria “politica del credito”: dopo il 5° giorno dalla scadenza della bolletta per la quale non è arrivato il saldo, parte il sollecito con raccomandata A/R; dopo il 35° giorno, senza ulteriore preavviso, c’è il distacco dell’utenza e la risoluzione del contratto.
A precisa domanda, gli uffici Acea ci hanno chiarito che “I costi per le spese amministrative relative a tutta la gestione del sollecito sono pari a 10 euro e vengono riaddebitati al cliente”. E’ stato evidenziato anche che “tali importi sono in linea con quelli che vengono addebitati dalle altre società idriche”. Mal comune mezzo gaudio.
Il problema, però, è che gli utenti – bollette alla mano – ci hanno mostrato in fattura due voci d’addebito per 20 euro (oltre Iva). Insomma: quanto incassa Acea per ogni sollecito inviato? E chi ha stabilito tali importi?
La politica di gestione del credito è stata innovata di recente: prima, infatti, all’utente che tardava nel pagamento veniva inviato il sollecito ed addebitato il costo della relativa raccomandata per ‘soli’ 5 euro. Ora si è passati a 20 o a 10, non è chiaro.

Costi e tariffe
C’è un altro punto da chiarire al riguardo: le spese postali e amministrative così recuperate (parliamo di milioni si euro) vengono poi scalcolate dai costi operativi dell’azienda o fanno cumulo e quindi contribuiscono a determinare la medesima tariffa (che tutti i costi deve coprire)? In altre parole: è certo che Acea Ato5 non incassi due volte per le stesse spese? Prima con la tariffa e poi con l’addebito diretto del sollecito?
Siamo certi, al riguardo, che il gestore vorrà chiarire questi dubbi, i quali, prima che nostri, sono dei numerosi utenti che ci hanno segnalato lo strano caso. Se poi volesse anche fornirci il numero di solleciti inviati nei primi tre trimestri di quest’anno e l’ammontare delle relative spese totali richieste agli utenti, tanto per farci fare un’idea del volume di denaro extra tariffa di cui parliamo, sarebbe un bel gesto a favore della chiarezza.

Qui la replica di Acea Ato 5 Spa ricevuta il 5 settembre 2015

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