Alvito, si sbriciola la ‘Torre Palombara’. Addio ad un pezzo di storia centenaria


Da La Provincia Quotidiano del 24 gennaio 2014

di Cesidio Vano

Torre-palombara-989-e1390671355892-300x399Si è sbriciolata la Torre Palombara che fu proprietà di Mario Equicola. Un monumento che vantava oltre 500 anni di storia e che l’incuria ha abbandonato al suo destino. Da tempo se ne chiedeva la messa in sicurezza, ma non c’è stato nulla da fare.
Era solo una questione di tempo. Da anni lo stato in cui versava la torre di via del Littorio ad Alvito era pericolante, spaccata verticalmente in due da una grossa lesione che consentiva di vedere da una parte all’altra. Tenuta insieme solo da catene di ferro poste in sito qualche decennio addietro.
Ieri mattina, attorno alle ore 11.00, la ‘torre spaccata’ come in tanti la chiamano ad Alvito, è per metà venuta giù, alzando un immenso polverone. Il tutto accaduto davanti agli occhi di alcuni passati e di una pattuglia della polizia locale che sostava a 3 metri dall’immobile dall’altro lato della strada provinciale. Qualche tonnellata di pietre e detriti è finita al di sotto di quella via, un’area adibita a cantiere edile per lavori su immobili vicini, e fortunatamente senza causare d’anni. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Alvito. Con molta probabilità a dare il colpo di grazia allo storico manufatto sono state le abbondanti piogge di questi giorni. L’acqua, infiltrandosi nella grossa crepa ha portato via l’ultima malta che reggeva ancora le due pietre.
L’antichissima e storica torre fu proprietà, come detto, dello scrittore ed umanista alvitano del Cinquecento, Mario Equicola, studioso di filosofia a Firenze sotto la guida di Marsilio Ficino e letterato preso importanti famiglie toscane.
La torre, ed oggi ciò che ne resta, sorge all’ingresso del centro storico per chi arriva da San Donato e nell’antichità fungeva da vero e proprio “ufficio postale” ospitando e ricevendo i colombi viaggiatori con i loro messaggi che i “colombofili” (gli allevatori dei colombi) si scambiavano fra loro. Un monumento storico unico, architettonicamente eccezionale e anche di grande valore se si aggiunge che fu proprietà dell’umanista, nato ad Alvito nel 1470, e precettore, segretario, ambasciatore e storico delle importanti famiglie dei Cantelmo, degli Estensi e dei Gonzaga.
Negli anni passati ci sono stati diversi appelli per salvare la costruzione prima che fosse stato troppo tardi da parte di cittadini e storici locali. Ma nessuno ha mai raccolto le preoccupazioni degli studiosi. L’immobile, infatti, è di proprietà privata e il comune non ha inteso intervenire per acquisirne il possesso e restauralo, come chiesto da molti. La torre ha tenuto duro per 5 secoli, ieri ha ceduto dopo aver resistito all’indifferenza della città e ad oltre 400 grossi terremoti di cui alcuni molto potenti.
In passato proprietà della famiglia Mazzenga, la Torre Palombara è stata acquistata negli ultimi anni da un privato unitamente ad altri immobili vicini, quest’ultimi oggetto di restauro proprio in questo periodo.
Nel 2005, inoltre, un gruppo di cittadini benemeriti decise di organizzarsi per dar vita ad un comitato che potesse avviare una raccolta di fondi utili a recuperare la proprietà del monumento. Anzi, ci fu anche chi lanciò l’idea di una vera e propria operazione di “azionariato” popolare, ma poi non se ne fece più nulla.
Da queste pagine, inutilmente dobbiamo dire oggi, abbiamo a ripetutamente segnalato il rischio – oggi purtroppo concretizzatosi – di vedere perso per sempre un antico monumento della storia alvitana.

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