Scandalo Lazio, dopo le dimissioni tutti a casa… ma con la buonuscita! 30.000 euro a testa!


Da La Provincia Quotidiano del 26 settembre 2012

di Cesidio Vano
Tutti a casa ma con la buonuscita. Con le dimissioni del presidente della Regione, Renata Polverini, il consiglio regionale si avvia verso lo scioglimento (dovrà decretarlo lo stesso presidente dell’assemblea Mario Abbruzzese). L’organismo resterà in carica fino alle elezioni solo per l’ordinaria amministrazione.
Dopo il voto, però, per chi non sarà rieletto, ma anche per chi non si sarà ricandidato arriverà una bella sorpresa – diciamo così – a titolo di ‘premio di consolazione’: il pagamento della buonuscita ovvero di quella che tecnicamente la legge chiama indennità di fine mandato. Una somma che in media per i consiglieri di questa legislatura dovrebbe aggirarsi sui 30.000 euro e che rappresenterebbe una sorta di risorsa utile a consentire senza particolari traumi – l’interpretazione è tutta nostra – il reinserimento dell’ex consigliere regionale nella società dei comuni mortali. Il tutto, per i più giovani ex amministratori regionali, in attesa che si maturi il diritto a percepire il vitalizio (andrà anche ai consiglieri di questa legislatura se verseranno la parte mancante di contributi necessaria a coprire il quinquennio di legislatura) di 2.500 euro al mese a partire già dal 55esimo anno di età. Per chi il diritto alla pensione regionale l’ha già maturato sarà una somma in più da affiancare alla bella rendita vita natural durante. Il diritto all’indennità di fine mandato è stabilito dalla legge regionale 7 gennaio 1987, n. 4 e normato dal regolamento 3 aprile 1990 n. 1. L’articolo 4 della legge stabilisce che l’ indennità «è corrisposta ai consiglieri regionali non rieletti nella legislatura immediatamente successiva a quella in cui hanno esercitato il mandato, anche nel caso in cui non abbiano presentato la loro candidatura. Tale indennità spetta altresì ai consiglieri regionali che cessino dalla carica nel corso della legislatura. L’indennità viene altresì attribuita agli aventi causa del consigliere in caso di decesso di quest’ultimo durante l’espletamento del mandato». L’art.5 aggiunge che «La misura dell’indennità di fine mandato è pari all’ultima indennità mensile lorda, detratto il rimborso riconosciuto ai consiglieri regionali per spese di trasporto liquidate mensilmente ai consiglieri stessi, per ogni anno di mandato, fino ad un massimo di dieci mensilità. La frazione di anno inferiore a sei mesi non viene computata; quella superiore a sei mesi viene equiparata ad un anno intero».
A conti fatti, dunque, per i soli 2 anni e mezzo di questa consiliatura (che però si concluderà solo con l’elezione del nuovo consiglio) ad ogni consigliere spetterebbero circa 30.000 euro di buonuscita (calcolando una media di 10.000 euro lordi di stipendio esclusi i rimborsi). Ma la cifra può sicuramente essere molto più alta. Chi in regione c’è già dalla precedente legislatura di mensilità deve prenderne 7 e mezzo; massimo 10 ne prenderà chi c’è da tre legislature.
Tutti a casa, allora, ad aspettare l’assegno.
Cesidio Vano

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