Frosinone – Acqua, oggi la Consulta d’Ambito


Da La Provincia Quotidiano del 7 febbraio 2011

E’ fissata per questa mattina alle 11 la riunione della Consulta d’ambito nel corso della quale il presidente della provincia e dell’Ato5, Antonello Iannarilli, dovrebbe presentare – così come deciso dall’assemblea dei primi cittadino lo scorso 24 gennaio – tutti i pareri ed i documenti necessari a stabilire la tariffa idrica per il 2011, avviare la revisione triennale del piano d’ambito e valutare se avviare o meno la procedura di risoluzione contrattuale in danno del Gestore idrico, l’Acea Ato5 Spa, per ripetute inadempienze e la cancellazione dell’atto transattivo del 2007.
«Io porterò tutte le carte – ci ha confermato ieri sera il presidente Iannarilli – poi sarà la Consulta a decidere cosa fare, così come hanno stabilito i sindaci. Ognuno si assumerà le proprie responsabilità». Iannarilli, infatti e come si ricorderà, ha già da tempo chiesto ai primi cittadini di avviare la procedura di contestazione ad Acea delle inadempienze contrattuali per giungere alla risoluzione dell’appalto. Nell’assemblea sindaci, però (anche perché sul punto il Pdl si è spaccato con una presa di posizione ufficiale dei vertici del partito contro la proposta di Iannarilli), è passata la linea dei rappresentanti Pd che prima di ogni scelta hanno chiesto al presidente di supportare con pareri legali e tecnici i motivi alla base della sua proposta. Sono appunto questi i documenti che Iannarilli dovrebbe fornire oggi ai sette sindaci componenti la Consulta. Resta da capire, però, come i sindaci intendano comportarsi per la tariffa idrica del 2010 che è stata fissata “provvisoriamente” in 0,95 euro a metro cubo. Si è stabilito quell’importo dopo aver azzerato a dicembre 2009 gli aumenti approvati con la transazione del 2007. L’Acea lamenta però che quella tariffa (ferma al 2005; che la stessa Assemblea si era impegnata ad adeguare entro marzo 2010 e che pure la Conviri ha censurato) non garantisce la copertura degli investimenti e dei costi come la legge prevede; lamenta ingenti danni patrimoniali che i comuni rischiano di dover risarcire al gestore ma il punto, per adesso, sembra non essere più tra le priorità.

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