Iannarilli beccato dall’obiettivo…


Da La Provincia Quotidiano del 5 febbraio 2011

Il contesto è l’aula di Montecitorio, giovedì 3 febbraio scorso, impegnata a votare la richiesta della Procura di Milano che vuole perquisire lo studio di Giuseppe Spinelli, contabile del premier Silvio Berlusconi nella vicenda del “Rubygate”.
Il fatto è il gesto – tutto italiano – “dell’ombrello” che a un certo punto della concitata seduta parlamentare, l’onorevole Antonello Iannarilli, deputato del Pdl e anche presidente della provincia di Frosinone, fa rivolto alla presidenza dell’Aula, in quel momento retta da Rosy Bindi.
Il casus belli è la foto che immortala Iannarilli nel compiere quel “saluto” pubblicata ieri mattina sul quotidiano la Repubblica.
Il Pd provinciale, per bocca del segretario Lucio Migliorelli va subito all’attacco: «Che Antonello Iannarilli fosse un estremista lo sapevamo da tempo; che invece di pensare ai problemi veri della provincia butta fango sul passato è cosa nota; ma che potesse avere anche un comportamento totalmente opposto al ruolo che ricopre da parlamentare della Repubblica, certifica che la misura è colma». «Il Presidente-Onorevole è immortalato – aggiunge – mentre esibisce un gesto “poco onorevole”. indirizzato verso i banchi dell’opposizione (Iannarilli sitiene che ce l’aveva con la Bindi, ndr). Questo comportamento è inaccettabile in quanto un rappresentante della nazione dovrebbe sempre mantenere il decoro che le istituzioni reclamano – insiste Migliorelli -, ma la cosa è ancora più grave in quanto il deputato riveste anche la carica di Presidente della Provincia di Frosinone. Il nostro territorio non può essere rappresentato da chi non ha la minima idea del significato di “Repubblica parlamentare” e soprattutto da chi non riesce nemmeno ad espletare il proprio mandato elettorale nel rispetto dei propri elettori e del proprio territorio. Al posto di gesti incivili, consiglierei a Iannarilli – conclude Migliorelli – di dare risposte al territorio, vedi Videocoon, per esempio. Il ruolo di perfetto “leghista” è stato immortalato dai quotidiani nazionali».
A stretto giro di mail, è giunta anche la relplica di Iannarili che dice: «Non smentisco né mi pento di alcun atto, gesto o dichiarazione. Quanto accaduto nell’aula di Montecitorio non solo è incivile, come afferma il segretario Migliorelli, ma oltremodo offensivo, arrogante e denigratorio per la politica e per gli italiani. E questo non per i miei gesti ma per quello che i parlamentari del Pd, amici di chi mi contesta, stanno blaterando da settimane. Sulla stampa, in televisione e ieri persino dai banchi di Montecitoiro, la sinistra di Migliorelli attacca senza ritegno i vertici istituzionali del nostro ordinamento con un unico intento: quello di annientare il presidente del Consiglio. Il perbenismo che si cela nelle parole di Migliorelli fa da sponda al modo demagogico di condurre l’opposizione al governo Berlusconi che si risconta in Rosy Bindi, Antonio Di Pietro e Pierferdinando Casini. Posizioni che trovano tra loro una unica comunanza programmatica: Tutti Tranne Berlusconi a cui anche l’ex presidente della Camera ha scelto di aderire. Tutto questo con discorsi banali, superficiali ma anche triviali di mera propaganda antiberlusconiana. Di fronte a tutto questo la parola ‘leghista’ diventa un complimento non un’offesa. D’altronde a Migliorelli e a tutta l’accozzaglia poliedrica a cui si accompagna non è rimasto altro argomento per fare politica se non quello di ‘attaccarsi’ ad un gesto che definirei divertente in un contesto assolutamente sui generis come quello di ieri a Montecitorio laddove i suoi amici hanno fatto toccare il fondo alla politica italiana».

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