Servizio Idrico: I Sindaci del Pd non voteranno la rescissione


Da La Provincia Quotidiano del 17 gennaio 2011

“Senza documenti convincenti, pareri legali e tecnici, non voteremo mai la delibera per la rescissione del contratto con Acea Ato5. Del resto, Iannarilli ha già ricevuto a dicembre 2009 il mandato per valutare e quindi mettere in atto la risoluzione del contratto di gestione. Se il centrodestra ha i voti proceda pure, altrimenti, il presidente può fare ugualmente sulla scorta del mandato ricevuto a dicembre”. Con una forte sintesi, dovrebbe essere più o meno questa – o almeno lo è per il momento – la posizione che i sindaci del Pd terranno lunedì prossimo in occasione dell’assemblea dell’Ato di Frosinone. Ma il rischio più grande adesso, in caso di un nuovo “buco nell’acqua” dell’assemblea è che intervenga la regione e commissari l’Ato 5 davanti alle reiterate sedute finite senza numero legale; davanti alle mancate deliberazioni per le tariffe idriche da applicare per gli anni dal 2006 al 2010 e davanti alla mancata predisposizione dello schema di piano d’ambito pluriennale per il 2011-2013. (Tutti addebiti che Acea ha contestato singolarmente – con diffida formalmente ad adempiere entro il 20 gennaio – a tutti i sindaci della Ciociaria coinvolti). 

L’assemblea di lunedì
Lunedì 24 gennaio, come noto, i sindaci della Ciociaria torneranno a riunirsi per decidere sulla proposta del presidente della provincia e dell’Ato 5, Antonello Iannarilli, di avviare la procedura per la risoluzione del contratto di gestione del servizio idrico con Acea Ato5 Spa ritenuta inadempiente su diversi punti della Convezione e del relativo Disciplinare tecnico (Iannarilli ne contesta ben 27).
Lo scorso 10 gennaio, come abbiamo scritto, l’assemblea dei primi cittadini non è riuscita a decidere nulla al riguardo, non riuscendo i sindaci di centrodestra presenti e che premono per la rescissione (altri vicino all’area del Pdl Pallone-Abbruzzese, sono risultati assenti) a garantire il numero legale e quindi la validità delle decisioni. Il centrosinistra, dopo aver chiesto e non ottenuto un rinvio per meglio studiarsi i dati contenuti nella lunga relazione presentata dal presidente, è uscito dall’aula invalidando la seduta.
Ora, tutta la documentazione che dovrebbe servire per assumere una decisione al riguardo, Iannarilli l’ha messa on-line (sul sito http://www.confsindacifr.altervista.org) invitando i primi cittadini a scaricarsela e studiarla in vista del nuovo appuntamento.

La mossa del Pd
La posizione dei sindaci Pd, che per il momento hanno rinviato un primo incontro previsto per analizzare la situazione poiché la Sto non aveva fornito loro i documenti richiesti sulla vicenda, sarebbe comunque quella di non votare la proposta di rescissione senza “convincenti pezze d’appoggio” ovvero pareri tecnici e legali che avvalorino la correttezza della procedura invocata dal centrodestra e soprattutto mettano a riparo loro, i Comuni ed i cittadini, da azioni risarcitorie da parte di Acea (tra l’altro già in atto). Se il centrodestra avrà i voti, bene, altrimenti loro il mandato a Iannarilli lo hanno già dato un anno e mezzo fa, che faccia quello che meglio ritiene.

Pareri, firme e relazioni
Finora dei documenti richiesti dal Pd non si è avuta notizia. Il parere della Sto (con diverse precisazioni e prescrizioni) è relativo solo allo schema di deliberazione proposto mentre la relazione di Iannarilli sul caso (che va dalla contestazione della transazione del 2007 alla contestazione delle inadempienze di Acea) resta solo del “presidente” cioè non porta la firma di alcun advisor dell’Ato. Alla base del documento diffuso da Iananrilli, ci sarebbe un’altra relazione (finora non pubblicata): quella dei due avvocati incaricati dal presidente di dare un parere sul da farsi. Parere che si sarebbe formato sulla scorta delle documentazione fatta avere a Iannarilli dai comitati per l’acqua pubblica. Di questa relazione (o delle firme dei due legali sul docuemnto proposto da Iannarilli), però, ancora non c’è traccia, neanche nei corposi file che sono stati messi on line a disposizione di tutti i cittadini… nessuno escluso, come spesso chiosa il presidente della provincia.

Il Pd non si fida
Per questo il Pd, oltre alla decisione di fare quadrato attorno al loro ex presidente della provincia Francesco Scalia sulla vicenda della transazione, continua a “non fidarsi” degli argomenti proposti da Iannarilli contestando la mancanza di pareri e relazioni tecnico-legali che possano servire da parafulmini davanti alle non affatto imprevedibili azioni risarcitorie del gestore.

Rischio commissariamento
Nel frattempo, dopo ogni assemblea che non decide, dopo ogni mancanza di numero legale che impedisce di fissare tariffe (che pure Iannarilli ha ora indicato: 0,95 euro a metro cubo per il 2010) il rischio che la regione e i superiori organi di controllo intervengano per commissariare l’Ato incapace di decidere in un senso o nell’altro diventa più concreta. Anche se per qualcuno questa eventualità potrebbe essere una buona strategia d’uscita, tanto che nel corso dell’ultima Consulta dei sindaci quest’eventualità sarebbe anche stata apertamente proposta per il voto. L’Acea Ato5, da parte sua, ha già rappresentato a garante, ministero, regione, ecc. lo stato degli inadempimenti di cui ritiene l’Ato responsabile e ha sollecitato i relativi provvedimenti. Non c’è scritto commissariamento, ma non ci sono altre strade da percorrere qualora si decidesse di incamminarsi in quella direzione.

Bilancio: Acea Ato5 chiede aiuto agli utenti
In una lettera la richiesta di confermare gli importi dovuti e non pagati

La situazione di incertezza tariffaria per il servizio idrico sta creando diversi problemi all’Acea Ato 5 che ora ha iniziato a chiedere la collaborazione degli utenti per farsi certificare le somme che deve incassare.
Il tutto attraverso una lettera che si sono visti recapitare nei giorni scorsi, ad esempio, alcuni utenti di Acea Ato 5 non in regola con i pagamenti. Non si tratta, come la missiva ben chiarisce, di un sollecito ma di una richiesta di confermare, al fine di consentire la revisione contabile annuale da parte dei consulenti della Spa, «il saldo dell’allegato estratto». Alla nota, infatti, è unito un prospetto con le somme fatturate per l’utenza in riferimento e non pagate, che il cliente è invitato a firmare e rispedire agli stessi revisori: la Reconta Ernst & Young Spa di Roma. La nota precisa chiaramente: «La presente non è un sollecito ma solo una conferma delle nostre risultanze contabili: per questo motivo Vi preghiamo di rispondere in ogni caso, anche se sono interventi pagamenti dopo la data su esposta». Il caso è stato segnalato da alcuni utenti, preoccupati che si trattasse delle diffide ai morosi di cui tanto si parla in questi giorni, ai comitati civici per l’acqua pubblica.

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