Nuova regione, costituito il Comitato referendario per il Sì


Da La Provincia Quotidiano del 14 gennaio 2011

E’ nato ieri a Frosinone il Comitato referendario per una nuova regione del Lazio senza Roma. La cerimonia si è tenuta presso il palazzo dell’amministrazione provinciale su iniziativa dei presidenti delle province di Frosinone, Antonello Iannarilli; di Latina, Armando Cusani e dell’assessore provinciale ciociaro al Riordino istituzionale ed i Rapporti con la Regione Giuseppe Paliotta.
La presidenza dell’assemblea è stata guidata dallo stesso Paliotta.
La sala, affollata di cittadini ed amministratori che hanno aderito all’iniziativa, ha acclamato alla presidenza del Comitato referendario per il Sì l’ex prefetto di Frosinone Pietro Cesari (che non era presente). «Noi amiamo Roma. Chi dice che questa è una dichiarazione di guerra a Roma dice una bugia». Giuseppe Paliotta, nell’intervento con cui ha introdotto i lavori dell’assemblea che ha dato vita al Comitato Referendario per il Sì ad una nuova regione senza Roma, ha voluto mettere subito le cose in chiaro. «Non è una guerra contro nessuno, ma è una battaglia per ridare alle province del Lazio quello a cui rinunciano per la presenza amministrativamente ingombrante della capitale». E al riguardo, l’assessore provinciale ha elencato una serie di dati che testimoniano come per le infrastrutture, la ripartizione delle risorse, gli investimenti e le spese della pubblica amministrazione Roma faccia sempre la parte del leone. «Siamo orgogliosi – ha però precisato – di trovarci vicino Roma. Qui non c’è un buono e un cattivo. Non ce l’abbiamo con i romani o con chi li rappresenta, ma la realtà numerica è proprio questa». Per Paliotta, dunque, è il momento di dire “basta!” «all’arretratezza a cui sono condannate le periferie che sono stanche».
Il presidente della provincia di Latina, Cusani, ha sottolineato l’importanza della giornata di ieri: «Una svolta storica per i nostri territori» ha detto-, ricordando anche come la riorganizzazione dell’assetto istituzionale del Lazio era uno dei punti qualificanti del suo programma elettorale. «Il Lazio – ha ricordato – non è una regione come le altre, ma è una regione speciale perché ha al suo interno Roma e perché con la nascita di Roma Capitale avrà all’interno questa nuova realtà».
Il presidente della provincia di Frosinone ha preso la parola dopo il presidente Cusani. Iannarili è arrivato un po’ in ritardo all’appuntamento perché febbricitante: «Forse costituire una regione diversa da quella di Roma Capitale è un solo un grande sogno – ha detto Iannarilli -, siamo perfettamente consapevoli della difficoltà di portare a compimento un percorso di questo tipo, ma le motivazioni che ci hanno portato a ipotizzarlo sono molto forti e, come deve essere chiarissimo a tutti, non hanno una coloritura politica e, a maggior ragione, non possono averla partitica. In questo senso non mi meraviglia né deve meravigliare se all’interno del mio stesso partito o tra coloro che sostengono la maggioranza qui alla provincia c’è chi ha una diversa opinione. I padri fondatori della Costituzione italiana ci hanno visto bene, ed hanno demandato ai cittadini, non agli amministratori pro-tempore di questo o quel territorio, la scelta eventuale di fondare diverse rappresentanze amministrative dei loro territori, così quella di restare in una regione, in una provincia o in un comune. E’ ai cittadini, dunque, che va data la parola». E così sarà con il referendum.

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