Provincia – Indennità contestate, scontro Iannarilli-sindacati


Da La Provincia Quotidiano del 5 gennaio 2011

I dipendenti dell’amministrazione provinciale di Frosinone sono sul piede di guerra. I sindacati annunciano lo stato di agitazione e già prospettano una «giornata di lotta» che, tradotto vuol dire: sciopero!
Al centro delle proteste ci sono le delibere assunte dalla giunta provinciale presieduta da Antonello Iannarilli e relative alla richiesta di restituzione all’ente provincia, da parte dei dipendenti con funzioni dirigenziali, di coordinamento, ricompresi in alcuni progetti o per particolari produttività, delle indennità percepite oltre il regolare stipendio negli ultimi 5 anni. Indennità che l’ispezione della Ragioneria generale dello Stato, lo scorso gennaio 2010, ha prospettato non legittime.
Il referto dell’ispezione condotta dall’inviato del ministero delle Finanze è ora al vaglio delle autorità contabili, a cui spetterà assumere i provvedimenti a tutela dell’erario qualora riscontrasse operati illegittimi e danni economici arrecati all’ente.
Per questo la giunta provinciale, nei giorni scorsi e come già riferito da queste colonne, anche per non incorrere in termini prescrittivi, ha proceduto a contestare ai dipendenti che le avevano riscosse le somme ritenute “in dubbio” mentre, già precedentemente, la stessa giunta aveva proceduto a simili contestazioni per quanto concerne i compensi di produttività erogati ai dirigenti dell’ente – ed ugualmente ritenuti non dovuti dal referto ispettivo – per quasi 1,3 milioni di euro.
Ieri mattina, allora, si è tenuta presso il salone di rappresentanza della provincia un’assemblea unitaria delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil in cui si è discusso dei provvedimenti assunti dalla giunta a seguito dell’ispezione ministeriale (ispezione sollecitata dallo stesso presidente Iannarilli per farsi “certificare” lo stato di salute contabile dell’ente al momento dell’insediamento).
In particolare l’assemblea sindacale ha esaminato le questioni relative alla richiesta di ripetizione delle somme percepite e la disapplicazione del contratto collettivo nazionale 2009.
In un comunicato firmato dai tre responsabili provinciali delle sigle Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Pa si legge: «I lavoratori, decisi a far rispettare i propri diritti e sconcertati dalla prospettata azione di recupero, hanno dato mandato alle segreterie sindacali provinciali di indire lo stato di agitazione di tutto il personale. Gli stessi lavoratori si sono dichiarati disponibili a qualsiasi azione di protesta, che potrebbe sfociare in una giornata di lotta. Inoltre hanno preteso che venisse richiesto un immediato incontro con l’amministrazione al fine di trovare una soluzione alle problematiche emerse. L’assemblea – prosegue la nota – ha infine manifestato l’esigenza di ripristinare le corrette relazioni sindacali, al fine di creare le condizioni affinché l’amministrazione faccia fare un balzo in avanti a tutta la provincia nella classifica relativa ai servizi offerti ai cittadini, tutelando contemporaneamente le sinergie tra i propri dipendenti».
Al comunicato della triplice ciociara ha fatto seguito una precisa presa di posizione del presidente della provincia Antonello Iannarilli: «Resto esterrefatto dal comunicato stampa emesso dai sindacati inerente l’assemblea unitaria Cgil-Cisl-Uil dei lavoratori della Provincia di Frosinone tenutasi questa mattina» esordisce Iannarilli che quindi continua: «Mi sarei aspettato un esito diverso e diverse reazioni dopo i risultati ottenuti dalla nostra amministrazione grazie a delle scelte precise e la stabilizzazione dei precari e degli Lsu, per esempio. Ma ci basta il grazie dei dipendenti e anzi, nemmeno lo pretenderemmo perché siamo convinti di aver fatto solo il nostro dovere». Quindi il capo dell’amministrazione provincia nel dettaglio risponde ai rilievi dei sindacati: «L’atto contestato e oggetto del comunicato stampa, lo sanno bene i sindacati, è un dovere. Non è facoltativo né era nostra facoltà non compierlo. Sappiamo bene che i diritti dei lavoratori sono sacrosanti e né dal punto di vista amministrativo né da quello politico è nostra intenzione lederli in qualsiasi modo. Anzi, facciamo e faremo del tutto per favorirli sempre. Questo lo abbiamo dimostrato dal primo giorno del nostro insediamento e lo abbiamo ripetuto anche nelle more di questa vicenda. Per quanto riguarda i rapporti sindacali abbiamo sempre rispettato i ruoli senza mai neanche pensare a forme di prevaricazione. E’ proprio per questo che respingo qualsiasi forma di strumentalizzazione degli eventi. Respingo – conclude Iannarilli – il tono della dichiarazione dei sindacati, pur se è stato usato per far vedere che si fanno gli interessi dei lavoratori, perché siamo sempre stati e sempre saremo disponibili a ogni tipo di confronto e per ottenerlo non sono mai servite e non servono ora minacce di sciopero, specialmente quando le questioni in ballo non sono dovute a una nostra volontà ma a un nostro obbligo preciso».

Assunzione dei cantieristi, per ora nessuna delibera

Una delibera di cui si è parlato molto nel Palazzo ma che non giungerà, per il momento, all’attenzione della giunta provinciale.
E’ quella che doveva decidere della posizione dei 59 cantieristi della provincia assunti in pianta stabile dall’ente, tra il dicembre 2007 e l’aprile 2008, dall’allora giunta provinciale Scalia. L’ispezione ministeriale sulla gestione amministrativa ha contestato tale procedura, evidenziandone profili di possibile illegittimità.
Per questo, l’attuale esecutivo provinciale era pronto a correre ai rimedi per tutelare e tutelarsi da eventuali danni erariali. Tuttavia le tensioni che un provvedimento contrario a tali assunzioni ha generato all’interno della squadra di governo ha condotto ad un confronto tra le diverse anime, conclusosi nella decisione che, per adesso, non è necessario assumere alcuna deliberazione al riguardo, visto anche come contestazioni a simili procedure d’assunzione, in altri comuni della provincia, hanno portato a pronunciamenti giudiziali favorevoli agli enti coinvolti.

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