Lazio – Costi: tagli sì, ma non alla politica


Da La Provincia Quotidiano del 4 gennaio 2011

Cinque milioni di tagli alle spese del consiglio regionale del Lazio. Le ha decise lo scorso luglio l’ufficio di presidenza dell’Assemblea regionale presieduto da Mario Abbruzzese. Risparmi che però non hanno inciso minimamente sui costi della politica che invece sono aumentati notevolmente (in alcuni casi quasi raddoppiati) nel giro di appena un anno. Inffati, se da una parte si sono ridotti direttori e dirigenti, dall’altra si sono visti lievitare la spesa per indennità di carica e rimborsi ai consiglieri regionali e i contributi ai gruppi consiliari. Contributi che nel 2011 saranno quasi il doppio di quelli del 2009.

I tagli a dirigenti e auto blu
I tagli drastici annunciati la scorsa estate hanno riguardato la struttura amministrativa del consiglio che ha visto diminuire dirigenti, aree ed uffici. Nello specifico le “macroaree” (Servizi guidati da direttori) in cui si articolava il consiglio regionale sono state ridotte da 7 a 4; le Aree (a i cui vertici vi sono dirigenti) da 30 sono state ridotte a 18, mentre gli uffici amministrativi del consiglio da 22 sono diventati 12: in tutto risparmi per 4 milioni di euro a cui si sono poi aggiunti ulteriori 700 mila euro di tagli al parco auto regionale. Le auto blu sono passate da 36 a 25. Nessuna auto è assegnata ad un consigliere personalmente ma tutte sono a disposizione solo ed esclusivamente per esigenza di servizio (vedi altro articolo in pagina). Inoltre l’ufficio di presidenza ha stabilito il taglio del 10% degli stipendi ai direttori dei servizi del consiglio regionale: risparmi stimati in 100 mila euro e lo stesso taglio è stato applicato ai dirigenti dell’ufficio di gabinetto del presidente del consiglio regionale con altri 50.000 euro di economia. Per quasi 5 milioni di euro in totale.

La politica che costa sempre più
Nel 2009, stando al bilancio consuntivo del consiglio regionale, per le indennità di carica e funzione ai 70 consiglieri regionali del Lazio, i rimborsi spesa, le indennità di fine mandato, l’assunzione di personale a carico dei gruppi e le indennità dei vari garanti e responsabili degli organismi autonomi si sono spesi in tutto 20.050.000 euro. Nell’anno appena iniziato se ne spenderanno – secondo il bilancio preventivo 2011 – ben 22 milioni, cioè quasi 2 milioni di euro in più.

Contributo ai gruppi consiliari
Nel 2009, sempre secondo il conto consuntivo, per i contributi ai gruppi consiliari regionali si sono spesi 4,5 milioni. Nell’anno appena iniziato, il consiglio regionale prevede, invece, di spenderne 8,9 milioni: praticamente il doppio. Nel 2009 i gruppi consiliari erano 16, nel 2011 sono (per adesso) 15.

Assegni vitalizi
Nel 2009, per la liquidazione degli assegni vitalizi agli ex consiglieri regionali o loro aventi causa si è speso 15 milioni e 150 mila euro. Quest’anno, stando al bilancio preventivo, se ne spenderanno 17 milioni, quasi 2 milioni in più.

Consulenze ed incarichi
Si prevede di spendere di meno, almeno per il momento, per le consulenze e gli incarichi che il consiglio intende affidare nel 2011. Il bilancio preventivo stanzia 8 milioni di euro che non sono pochi. Nel 2009 se ne sono spesi 10,5 milioni, anche se va detto che nel 2009 lo stanziamento iniziale era di solo 6 milioni, poi con l’assestamento di bilancio la spesa è aumentata di altri 3,2 milioni e con un’ulteriore variazione al conto si è aggiunto un altro milione e 200 mila euro. C’è da sperare che quest’anno vada diversamente.

Spese di rappresentanza
Appaiono meno onerose, per il 2011, anche le spese di rappresentanza del presidente del consiglio regionale che sono fissate in 1,5 milioni, lo stesso importo indicato nel preventivo 2009 che però, tra assestamento e variazione di bilancio, sono poi diventati 1,8 milioni.

Funzionamento degli uffici
Le spese di cancelleria, telefoniche, resoconti, stampa, documentazione biblioteca, ecc. del consiglio regionale quest’anno costeranno ben 14 milioni di euro in più: nel 2009 si sono spesi infatti 15,2 milioni; nel 2011 c’è l’intenzione di spenderne 29,2.

Meno auto blu ma si “gonfia” l’indennità

Sono spesso finite nel mirino delle polemiche e dei tagli, forse perché rappresentano, in una, il simbolo del potere e quello dello spreco. Parliamo delle “auto blu” per le quali anche il Consiglio regionale del Lazio ha deciso una stretta. Ma non sempre eliminare le auto di servizio è un risparmio…
Nel caso del Consiglio regionale del Lazio, ad esempio, l’autoparco è stato ridotto, lo scorso luglio, del 30%: da 36 a 25 vetture. Undici automezzi in meno per un risparmio stimato in 700 mila euro circa. Nessun appartenente al consiglio ha ora un’auto in dotazione. Ma quello che potrebbe sembrare un risparmio qui rischia di diventare una nuova spesa. Infatti la legge regionale che fissa le indennità ai consiglieri della Pisana prevede un apposito rimborso chilometrico per recarsi dal proprio domicilio in regione (se residenti oltre 15 km dalla sede dell’ente). Il rimborso è pari a costo di un quinto di un litro di benzina per chilometro percorso e va riconosciuto ai consiglieri che non abbiano un’auto blu assegnata, quindi (dallo scorso luglio) a tutti i componenti dell’assise che sono, sì, appiedati ma che si ritrovano in busta paga – a seconda del luogo di residenza – diverse centinaia di euro in più al mese. Si risparmia sulle auto blu, ma si aumenta la spesa per indennità e rimborsi.
A ciò va poi aggiunto che comunque, auto blu in meno o no, gli autisti continuano ovviamente e giustamente in quanto dipendenti dell’ente a rappresentare un’uscita in bilancio.

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