Acqua, le 4 mosse di Iannarilli


Da La Provincia Quotidiano del 15 novembre 2010

Tariffa idrica per il 2010 a 1,21 euro a metro cubo; l’immediato pagamento ai comuni di 14 milioni di euro per i canoni arretrati; l’avvio della procedura per redigere un nuovo piano d’Ambito e l’apertura di un contenzioso con Acea per definire il pregresso.
Il presidente della provincia di Frosinone, Antonello Iannarilli, spiega come intende articolare la proposta che la Consulta dell’Aato 5 presenterà entro fine mese ai sindaci della provincia.
Iannarilli pensa ad una soluzione globale che possa azzerare l’attuale situazione di incertezza e consenta di ripartire, già dal prossimo anno, con una gestione chiara ed in cui sia possibile controllare man mano chi adempie e chi non adempie agli obblighi assunti.
Il presidente, però, non ci sta a sentir parlare di aumento della tariffa che, attualmente e provvisoriamente per l’anno in corso, è stata fissata a 0,94 euro a metro cubo d’acqua erogato dopo che, ad aprile, l’assemblea dei sindaci ha annullato gli aumenti che nel 2007 aveva concesso ad Acea e ritenuti illegittimi dall’autorità di vigilanza, la Conviri.
«E’ stata la stessa Conviri – dice Iannarilli – a indicarci come tariffa da applicare quella prevista dal piano d’ambito vigente per l’anno in corso che è di 1,27 euro/mc. Come abbiamo dato retta alla Conviri quando ci ha detto che gli aumenti erano illegittimi, intendiamo farlo adesso. Poi, calcoli e legge alla mano, tenendo conto degli incrementi Istat e degli investimenti fatti, abbiamo visto che la tariffa da applicare è di 1,21 euro/mc ed è quella che proporremo ai sindaci per l’approvazione. Ma non si può parlare di aumento, visto che quest’importo era già previsto dall’attuale piano per il 2007 ed invece va in vigore da questo anno. Poi – aggiunge e spiega Iannarilli – la proposta che faremo si completa con altre tre fondamentali questioni: primo l’Acea deve versare ai comuni da subito i 14 milioni di euro per il pagamento dei canoni che non ha più onorato. Se non lo farà – avverte il presidente – allora l’unica via percorribile sarà l’avvio della procedura di rescissione del contratto di gestione. Secondo: l’affidamento degli incarichi per riscrivere ed adeguare il piano d’Ambito. Terzo: l’apertura di un contenzioso con Acea per quanto riguarda i complessi e contestati rapporti pregressi». Su quest’ultimo punto Iannarilli aggiunge: «La questione si è talmente complicata che preferiamo sia il tribunale a stabilire ragioni e torti. Nel giro di un paio di mesi valuteremo i danni che riteniamo come Aato di aver subito fin ora dalla gestione idrica e chiederemo il risarcimento ad Acea. Se non saremo pagati andremo dal giudice e vedremo come stanno le cose». Da parte sua e come noto, Acea al giudice (quello amministrativo) ci si è già rivolta, contestando l’annullamento degli aumenti riconosciutile nel 2007. Aumenti che dovevano servire a chiudere la partita delle maggiori spese che Acea lamenta di aver dovuto sostenere per aver trovato situazioni diverse da quelle indicate dai comuni al momento del passaggio di consegne e per i ritardi accumulati. Ora, scomparsi quegli aumenti “a sanatoria”, qualcuno dovrà pur rispondere dei maggiori esborsi a cui è stato chiamato il gestore idrico. “Lo deciderà il tribunale civile” dice Iannarilli, anche perché nel recente passato altre soluzioni sono finite e sono tuttora all’attenzione dei magistrati penali. E il presidente della provincia non ci tiene a replicare lo stesso copione.
Iannarilli insomma, sta mettendo su tavolo quattro “carte” che dovrebbero consentire la definitiva soluzione di tutte le questioni pendenti, per ripartire daccapo con l’Acea. «Entro la fine di questa settimana – ha spiegato Iannarilli – la proposta definitiva sarà varata dalla Consulta. La prossima settimana, conto di sottoporla per l’approvazione ai sindaci». Questi i tempi, le successive mosse sono già scritte.

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