Caccia, Enpab e Lav ribadiscono il loro no


Da La Provincia Quotidiano del 1° settembre 2010

Oggi e poi il prossimo 5 settembre si torna a sparare nel Lazio. Sono le due giornate di pre-apertura della stagione venatoria comncesse dalla regione dopo le proteste dei cacciatori pe run calendario venatorio giudicato troppo restrittivo. Ma non solo nel Lazio, da questa mattina, le doppiette avranno fuoco libero, tanto che l’Enpa e la Lav hanno annunciato manifestazioni di protesta e ricorsi ai giudici amministartivi. «Le pre-aperture della caccia – dicono gli animalisti – da oggi uccideranno milioni di volatili. Nel mirino merli, tortore, e anatre selvatiche. Abbiamo pronti i ricorsi al Tar e una manifestazione nazionale a Venezia».



In un comunicato si legge: «La pratica, da parte di molte regioni e province italiane, di autorizzare la preapertura della stagione di caccia, concedendo al mondo venatorio la possibilità di sparare a centinaia di migliaia di uccelli già il 1 e il 5 settembre, è una strage immotivata dal punto di vista scientifico ed etico, che ha conseguenze gravissime nei riguardi di tutte le specie che stanno terminando il loro periodo riproduttivo, come ribadito dall’ISPRA in un documento tecnico inviato agli enti locali (ISPRA: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)». Enpa e Lav, inoltre, considerano le pre-aperture un vero e proprio “regalo” ai cacciatori. «Sono sempre più numerose le proteste dei cittadini e gli appelli di personaggi famosi, primo tra tutti quello della cantante Giorgia apparso sul network http://www.ilrespiro.eu – prosegue il comunicato -, che ha definito il macabro rituale della caccia, una barbarie: “uccidere un animale è negare l’identico diritto alla vita di ogni creatura”, parole che Enpa e Lav condividono pienamente».
«La caccia “ordinaria” – aggiungono gli animalisti – uccide ogni anno decine di milioni di animali selvatici e, per alcuni, grazie a deroghe, abbattimenti selettivi o altri pretesti, la stagione venatoria non finisce praticamente mai. Ma, evidentemente, per una lobby ormai giunta quasi alla fine, che non gode di popolarità né di consenso da parte dei cittadini (come testimonia anche il recente sondaggio IPSOS del marzo 2010) non è abbastanza: bisogna impugnare il fucile anche il 1 settembre, con la possibilità di uccidere, per “puro divertimento”, merli, ghiandaie, tortore, colombacci e anatre selvatiche che stanno ancora terminando il loro periodo riproduttivo. Quindi, nel mirino, vi saranno anche genitori e giovani ancora in fase di dipendenza».
Enpa e Lav, quindi, insieme ad altre associazioni, stanno presentando ricorsi al Tar contro i calendari venatori di province e regioni che continuano ad ignorare le regole, «anche quelle nuove – sostengono – contenute nell’articolo 42 della recente Legge Comunitaria 2009: un provvedimento che introduce maggiori tutele per la fauna selvatica, ed è in linea con le direttive europee; misure che continuano ad essere volutamente ignorate.
«Invitiamo tutti – concludono Enpa e Lav – a manifestare contro la caccia, insieme a noi e ad altre associazioni animaliste. E anziché impugnare il fucile, ci uniamo all’appello lanciato da Giorgia nei riguardi dei cacciatori: “fermatevi a guardare il volo di un uccello. E’ arte, è vita. Quando andate a letto alla sera, non vi sentite un po’ fuori luogo?”».

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