Acqua. I sindaci anti-Acea depositano lo schema di delibera per la risoluzione contrattuale e chiedono di convocare l’assemblea dell’Ato5


Da La Provincia Quotidiano del 17 novembre 2016

di Cesidio Vano
E’ stata depositato ieri mattina, presso la segreteria tecnico operativa dell’Ato5 di Frosinone, lo schema di delibera, messo a punto dai primi cittadini del fronte anti-Acea, con cui si chiede all’Assemblea dei sindaci di approvare la risoluzione contrattuale con il gestore Acea Ato5 Spa.

Assieme allo schema deliberativo, è stata presentata anche la richiesta di convocazione dell’organismo assembleare per la trattazione dell’argomento. La riunione, stando ai tempi tecnici, dovrebbe tenersi entro la fine del mese se non ad inizio dicembre.

Oggi l’incontro al Fornaci
Questa mattina dalle ore 9,30, invece e come già noto, presso il Multisala Sisto al Fornaci Cinema Village, si terrà l’incontro, promosso dal presidente della Camera di Commercio Marcello Piagliacelli, tra amministratori comunali, Acea e esperti del settore, per discutere proprio dei rischi e delle conseguenze della risoluzione contrattuale in danno del gestore. La questione, in sintesi, è in questi termini: risolvere il contratto con Acea vuol dire, comunque, farsi carico delle somme a titolo di conguaglio che sono state riconosciute ad Acea e di quelle per gli investimenti già impegnate.

La risoluzione e il conto della serva
Solo contando i conguagli stiamo parlando della parte residua, ancora non incassata dei 75 milioni per il periodo 2006-2011 e dei 53 milioni per il periodo 2012-2015. Ci sono poi i conguagli non ancora quantizzati per il 2016, il 2017 e il 2018 (Acea resterebbe comunque a gestire il servizio per altri 18 mesi in attesa di un nuovo affidamento). Ci sono, ancora, le decine di milioni per gli investimenti. Ci sono infine i 10,7 milioni della transazione del 2007. Si tratterebbe cioè di mettere sul piatto qualcosa tra i 150 e i 200 milioni di euro, secondo le prime stime. E nessuno garantisce che, rifatta la gara di appalto, non sia poi Acea a vincere nuovamente. Tutti questi numeri, poco confortanti, saranno oggi sul tavolo del confronto promosso da Pigliacelli.

Il fronte anti-Acea
A firmare la richiesta di convocazione e la bozza di delibere sono stati i sindaci di Ceccano, Frosinone, Sora, Cassino, Boville Ernica, Piedimonte San Germano, Rocca D’Arce, Villa Santa Lucia, Ripi, Fiuggi, Arnara, Pescosolido e Strangolagalli, ma il sostegno all’iniziativa ci sarebbe anche da molti altri primi cittadini ieri impossibilitati a sottoscrivere il documento. La delibera proposta ripercorre tutta la vicenda: dalla messa in mora del gestore, alle contestazioni formulate, alla replica di Acea, ai pareri contrari formulati da Sto e avvocato incaricato, al voto dei sindaci che, lo scorso 13 ottobre, hanno bocciato la proposta avanzata dall’Ato5 con cui si intendeva archiviare l’iter per la risoluzione.

Le inadempienze del gestore
Nel documento, depositato presso la Segreteria tecnico operativa, il fronte anti-Acea evidenzia che, su 23 contestazioni di gravi inadempienze mosse al gestore, sette – come ha anche riconosciuto la Sto nella sua relazione – sono state solo parzialmente risolte. In un caso, inoltre, l’inadempienza resta totale: è quello del mancato pagamento, entro i termini contrattuali, dei canoni concessori dovuti ai Comune per il periodo regolatorio 2012-2015. Si tratta di oltre 20 milioni di euro, oltre iva e interessi, che Acea Ato5 avrebbe dovuto versare all’Ato (e questo rigirare ai Comuni) per il pagamento delle rate dei mutui contratti dagli enti locali per la realizzazione delle opere idrauliche poi passate alla gestione unica provinciale.

La proposta di delibera
Per i proponenti, le inadempienze residue e soprattutto il mancato pagamento dei canoni configurerebbero motivazioni sufficienti a risolvere il contratto ai sensi di legge.
All’assemblea dei sindaci chiedono di deliberare «che le citate inadempienze, per le ragioni in premessa illustrate che si intendono qui richiamate, costituiscono un pregiudizio per il buon andamento, la continuità e la qualità del servizio, nonché una ripetuta grave inadempienza ai disposti della presente Convenzione previa messa in mora rimasta senza effetto; di procedere alla risoluzione della convenzione per la gestione del servizio idrico stipulata in data 27.06.2003 (Rep. n. 7205 dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone) tra il Presidente dell’Amministrazione Provinciale e la Società ATO5 Frosinone s.p.a. (ora divenuta ACEA ATO5 s.p.a)».

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