Lazio. Altro che le banche. I ladri prediligono le botteghe artigiane!


Da La Provincia Quotidiano del 29 agosto 2016

di Cesidio Vano

Altro che le banche. I ladri prediligono le botteghe artigiane!
Lo dice uno studio elaborato dalla Cgia, organizzazione di categoria delle piccole e medie imprese, che dimostrano come nel Lazio, negli ultimi 10 anni il numero dei furti in negozi e botteghe artigiane è aumentato del 185,4%.
Un boom che si registra in tutta Italia, in verità, e  vede ai primi posti della classifica delle regioni con maggio ‘colpi’ portati a termine ai danni di negozi e artigiani la Lombardia (+223,3%); l’Emilia-Romagna (+199,7%); Il Trentino Alto Adige (+196,7%) e la Toscana (+192,9%). Al quinto posto viene il Lazio con la percentuale già ricordata.
La cosa più grave è che raramente i colpevoli vengono individuati. A livello nazionale il 77% dei furti ai danni di negozi e botteghe resta impunito.
Nel Lazio la situazione è ancora peggiore: il 79,6 % dei furti resta di autore sconosciuto. Praticamente 8 su dieci la fanno franca. Nella nostra regione la situazione è comunque migliore di altre come la Campania (85,9% dei furti resta impunito) e della Puglia (l’82,6%).
«Se nel complesso i furti sono in diminuzione – dicono dalla Cgia -, quelli nei negozi commerciali e nelle botteghe artigiane, che rappresentano il 10 per cento circa del totale dei furti denunciati all’Autorità giudiziaria, sono invece in fortissima crescita. Negli ultimi 10 anni sono aumentati del 170 per cento.
Nel 2014, ultimo anno in cui sono disponibili le statistiche, le denunce hanno sfiorato le 106.500 unità in tutta Italia: tra furti e spaccate è stato calcolato che si sono verificati mediamente 292 reati di questo tipo al giorno; 12 ogni ora, praticamente uno ogni 5 minuti».
L’Ufficio studi della Cgia non ha fatto altro che elaborare i dati Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza e Istat.
«L’impiego sempre più massiccio dei sistemi di videosorveglianza, delle inferriate, delle porte blindate, degli impianti di antifurto e il ricorso agli istituti di vigilanza hanno trasformato moltissime attività economiche in piccoli bunker – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – nonostante ciò,  le statistiche ci dicono che le attività di prevenzione e di contrasto ai furti non sono riuscite a scoraggiare i malintenzionati. Anzi».
«Anche se è molto probabile che i mandanti e i ricettatori siano  cittadini italiani  – conclude Zabeo – le statistiche evidenziano che  i furti negli esercizi commerciali sono sempre più ad appannaggio degli stranieri. Sia chiaro, non è il caso di alimentare alcun allarme sociale e tanto meno forme più o meno velate di intolleranza nei confronti di alcune comunità presenti nel nostro paese. Tuttavia, a seguito dell’esplosione avvenuta in questi ultimi 10 anni, è auspicabile che il Governo conceda più risorse per contrastare con maggiore efficacia anche questi reati e si consolidi sempre di più l’azione di intelligence tra le nostre forze di polizia e quelle dei paesi di provenienza di questi delinquenti».

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