Acqua. I sindaci non approvano le penali da applicare ad Acea: “l’argomento non è inserito nell’ordine del giorno”


Da La Provincia Quotidiano del 21 febbraio 2016

Nella seconda parte, la relazione della Sto si occupa dell’applicazione delle penali per le inadempienze di Acea. Non solo per quelle relative alla opere non ancora realizzate, ma anche per la mancata presentazione di documenti, relazioni o informazioni a cui era obbligata.
Diciamo subito che l’assemblea dei sindaci, poiché l’argomento non era all’ordine del giorno, anche se proposto dalla Sto non ha approvato le sanzioni conteggiate, che pure nel complesso ammontavano – sulla carta – a circa 13,8 milioni di euro. Ma diciamo anche che non è competenza dell’assemblea approvarle.
Come la relazione spiega, le penalità trovano fondamento nel capitolo 30 del disciplinare ai punti 1 e 2.
Le penalità previste dal 30.1, attivate dal presidente dell’Ato e dalla Sto, sono immediatamente esegibili e prevedono un taglio ai costi operativi da riconoscere al gestore, di circa 4,3 milioni per il 2014 e 4,2 nel 2015.
Poi sono previste delle ‘multe’ (che raddoppiano o triplicano se reiterate negli anni) per determinati ritardi nelle operazioni di manutenzione o comunicazioni di dati, registri, ecc. (sono previste anche in caso di sciopero dei lavoratori e irregolarità nelle analisi, ma questi casi non sono stati contestati). Per tutti i ritardi detti, i piani non presentati, i rapporti informativi mancanti, i canoni non versati, le manutenzioni sollecitate e non fatte, ecc. la Sto ha sviluppato i calcoli delle sanzioni da far pagare ad Acea. Tra le contestazioni anche la mancata assunzione delle gestioni di Cassino, Atina, Paliano e della rete Asi.
Discorso diverso, invece, per quanto dispone il capitolo 30.2 del disciplinare, che prevede la possibilità, esclusivamente in capo al presidente dell’Ato5 sentita Consulta e Sto, di introdurre “a suo insindacabile giudizio” nuovi fatti o comportamenti – non previsti nel disciplinare – che, se compiuti o tenuti dal gestore, possono essere sanzionati. Però, affinché la penalità possa essere applicata è necessario che prima il presidente notifichi formalmente tali nuovi ‘divieti’ al gestore e poi li censuri se messi in atto.
Visto il meccanismo descritto, sembrerebbe di capire che tali ‘nuovi’ comportamenti ‘penalizzanti’ debbano riguardare le future azioni del gestore: prima mi dici la regola e poi mi multi se non la rispetto.
Nella sua relazione, la Sto la pensa diversamente e, una volta stabiliti i nuovi comportamenti da censurare – nuovi rispetto alle regole codificate nel disciplinare – li sanziona se avvenuti in passato. Il che lascia un po’ perplessi.
Fino ad ora, ad ogni modo, neanche un centesimo è stato richiesto ad Acea. [CV]

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