Acea. Consumi ‘fantasma’: con il minimo impegnato, bollette gonfiate per 100 milioni di euro


Da La Provincia Quotidiano dell’11 febbraio 2016

di Cesidio Vano
In violazione delle disposizioni in materia, dal 2005 al 2013, il gestore idrico, da una parte, e l’autorità d’ambito dall’altra, hanno continuato a “gonfiare” le fatture idriche mantenendo l’applicazione del ‘minimo impegnato’, dichiarato illegittimo nel 2001 e che doveva essere eliminato entro l’aprile 2005.
In sostanza, a prescindere dai consumi reali, anche se inferiori, ad ogni utenza domestica veniva comunque fatturato il consumo base di 108 mc. «Tale illegittima prassi – sottolinea oggi il portavoce dei comitati per l’acqua pubblica Mario Antonellis – ha generato un danno per le tasche dei cittadini che sfiora i 100 milioni di euro di cui tutti erano al corrente, pur facendo finta di niente, a partire dalla Segreteria tecnica dell’Ato5 e dai sindaci».I comitati mostrano un nutrito dossier di 27 pagine, con calcoli e tabelle, già portato all’attenzione della magistratura con l’esposto-denuncia presentato in procura a Frosinone lo scorso 15 giugno.
Dei “consumi fantasma” fatturati in bolletta ci siamo già occupati da queste colonne lo scorso 5 febbraio (leggi qui), rilevando che circa il 30% dei consumi messi a carico degli utenti fino al 2013 erano di fatto virtuali: esistevano cioè solo sulla carta, per via del minimo impegnato. I dati che fornisce Antonellis sono anche più ‘pesanti’. Infatti, mediamente, dal 2008 al 2013 il volume di acqua fatturato risulta essere ben il 43% in più, con punte del 48 nel 2013: in sostanza quasi un terzo dell’acqua pagata non è mai uscita dai rubinetti. Differenza che scompare nel 2014, quando con l’applicazione del nuovo metodo tariffario il minimo impegnato è stato eliminato: accade allora che l’acqua conteggiata dai contatori (consumo reale) sia persino più di quella fatturata agli utenti.
I comitati vanno anche oltre e calcolano quanto questo ‘sistema’ del minimo impegnato, contro cui chi poteva (Sto e sindaci) non è intervenuto, ha portato nelle casse del gestore Acea Ato5: oltre 82 milioni di euro, quali differenza tra il fatturato e quello che si poteva fatturare. Ma c’è ancora altro – come più volte denunciato da questo giornale -: i comitati pongono l’accento sul divieto che esisteva per gli ambiti in cui era ancora presente il minimo impegnato ad applicare il nuovo metodo tariffario dettato dall’Aeegsi «estremamente più oneroso per gli utenti» come sottolinea Antonellis. Nonostante il divieto, il 14 luglio 2014 l’assemblea dei sindaci ha riconosicuto «all’Acea ulteriori abnormi aumenti delle tariffe, giustificandoli come necessari alla realizzazione di un Piano di investimenti di 62 milioni di euro, per il quadriennio 2014-2017 – conclude Antonellis -. Oltre al danno la beffa».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...