Maxiconguaglio Acea: ‘sospensiva’ già respinta ma forse Pompeo non lo sa


Da La Provincia Quotidiano del 24 gennaio 2016
di Cesidio Vano
Nessuna sospensiva. Si andrà direttamente nel merito. Il Consiglio di Stato ha esaminato lo scorso 19 gennaio, in camera di consiglio, la richiesta avanzata dall’Ato5 di Frosinone di sospendere, in attesa del pronunciamento di merito sull’impugnativa, gli atti che riconoscono al gestore idrico Acea Ato5 Spa, 75.180.000 euro di conguagli per il periodo 2006-2011 durante il quale la Conferenza dei sindaci dell’Ato non ha fissato le tariffe da applicare agli utenti.
Se in primo grado fu proprio l’Ato5 a rinunciare – senza mai chiarire il perché – alla misura cautelare che, se accolta, avrebbe impedito ad Acea di inserire in bolletta il salasso milionario, in appello parrebbe che il presidente del collegio giudicante non abbia ritenuto, a riscossione già avviata, di potersi pronunciare sulla misura cautelare ma di dover invece fissare direttamente l’udienza per la discussione nel merito del ricorso. Udienza che si terrà il prossimo 7 aprile.
L’Ato5 ha infatti impugnato la sentenza con cui, in primo grado, il Tar di Latina ha pienamente dato ragione al commissario ad acta che ha riconosciuto ad Acea l’ingente risarcimento, a copertura di maggiori costi e spese sostenuti in assenza di una tariffa valida, facendo il lavoro che i sindaci, benché diffidati, non avevano voluto fare.
Resta da chiedersi se sia a conoscenza dell’esito della seduta di camera di consiglio il presidente della Provincia e dell’Ato5, Antonio Pompeo, che giovedì scorso – cioè due giorni dopo l’udienza – ha tenuto assieme a tutto il Pd una conferenza stampa sulla questione dell’acqua, guardandosi bene, però, dal far cenno alla non concessione della sospensiva ma evidenziando che loro – a differenza del passato – la misura cautelare l’avevano richiesta. Ha detto anzi che la decisione al riguardo sarebbe stata presa ad aprile. Se non lo sapeva è grave. Se lo sapeva ed ha taciuto è peggio.

Replica del presidente Pompeo (26 gennaio 2015)

«Nessun provvedimento di rigetto della sospensiva. Basta leggere correttamente gli atti». Il presidente dell’Ato5, Antonio Pompeo, replica al nostro articolo relativo all’udienza tenutasi il 19 gennaio presso il Consiglio di Stato. Sostiene Pompeo: «Sull’appello al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR in merito al conguaglio dei 75 milioni dovuti ad Acea e stabiliti dal Commissario ad acta e alla discussione in Camera di Consiglio del 19 gennaio, lo studio legale incaricato dall’Ato5 ha comunicato che il Presidente della V sezione ha proposto di fissare l’udienza di discussione del merito per il 7 aprile, rinviando a tale data anche la sospensiva. Riporto integralmente la nota del legale: “Il Presidente della Sezione V del Consiglio di Stato ha fatto presente che la complessità delle questioni giuridiche e tecniche oggetto dei numerosi motivi di appello richiede una trattazione più ampia, non adatta alla fase cautelare che invece  presuppone una cognizione sommaria; ha quindi proposto  di fissare l’udienza di discussione del merito per il 7 aprile pv., rinviando a tale data anche la sospensiva”. Dunque non corrisponde al vero quanto riportato dal quotidiano La Provincia in data 24.1.2016, pag. 7, secondo cui la sospensiva sarebbe stata respinta a mia insaputa, o peggio, che io abbia volutamente taciuto la notizia. Invito pertanto ad avere maggiore accortezza prima di giungere a certe conclusioni, a patto che si sappiano comprendere gli atti. Resto a disposizione comunque per spiegare la differenza tra provvedimento di rigetto della sospensiva e differimento della decisione. Anche se mi sembra alquanto evidente.
In sede di conferenza stampa del Pd, ho spiegato che la decisione sulla sospensiva sarebbe stata presa ad aprile, e mi sembra che sia il senso di quanto comunicato dallo studio legale e confermato dallo stesso articolista. Dunque non ho né sottaciuto nulla, né sono disinformato.
Aggiungo inoltre, proprio perché sono abituato a rispettare le regole e i passaggi ufficiali che, così come in sede di Consulta d’Ambito è stato deciso di ricorrere in appello contro il provvedimento del Tar, allo stesso modo nella Consulta del 28 gennaio, giovedì prossimo, la Sto avrebbe comunicato il differimento al 7 aprile dell’udienza di merito e della sospensiva. Tra l’altro, ripeto, notizia di un differimento di data, non emanazione di un provvedimento.
Noto con dispiacere, tuttavia, che l’argomento del servizio idrico viene cavalcato spesso a sproposito, facendo confusione e disinformazione che poco contribuisce a chiarire una problematica importante del nostro territorio».
Antonio Pompeo

Così il presidente Pompeo. Più che gli atti, però, qui si leggono le lettere degli avvocati. Dei propri avvocati. Noi abbiamo letto anche quelle dei legali di Acea.
Ad ogni modo, l’abbinamento al merito disposto il 19 gennaio – ma il presidente in quanto avvocato può insegnarcelo – ha necessitato anzitutto del benestare del ricorrente (cioè l’Ato5). E’ corretto dire allora che, per la seconda volta, giunti al pronunciamento sulla sospensiva, si è voluto o dovuto (per non ‘sbandare’) percorrere altra strada? Il vantaggio almeno è stato quello di avere la fissazione a breve del merito.
Resta però il fatto che di questa vicenda, se non fosse stato per La Provincia Quotidiano, i sindaci e i cittadini non avrebbero saputo nulla. Forse se ne sarebbe parlato dopo il 28 gennaio. Forse. Esattamente quello che è già accaduto in merito alla richiesta di fusione tra Acea Ato2 e Acea Ato5, giunta sul tavolo di Pompeo il 23 dicembre e lì rimasta fino al 14 gennaio, quando si è riunita la Consulta, nonostante questo giornale avesse segnalato l’iniziativa di Acea il 28 dicembre, senza che nessuno dall’Ato sentisse il bisogno di dire nulla. Ci sono cose di cui a Pompeo non piace parlare. Ne prendiamo atto.
Cesidio Vano

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