Regione Lazio/ Ambulanze 118, caos appalti


Da La Provincia Quotidiano del 22 dicembre 2015

di Cesidio Vano
L’appalto è stato aggiudicato ad ottobre scorso, ma i contratti non sono stati ancora sottoscritti, nel frattempo sono state autorizzate proroghe agli incarichi precedentemente in atto; poi è stata sottoscritta una nuova convenzione aggiuntiva e, inoltre, è stato dato il via ad una modifica della normativa sugli equipaggi che per il momento taglia da 3 a 2 gli operatori a bordo delle ambulanze.
L’affidamento a privati dei servizi di soccorso sanitario in emergenza extra ospedaliera varato dalla Regione Lazio per il triennio 2016-2018 rischia di cadere in un vero e proprio caos, nel quale si inserisce anche l’esposto denuncia presentato alla magistratura ordinaria e contabile dalla sigla sindacale ‘Fials Lazio’ tramite l’avvocato Giuseppe Tomasso.
Al centro di tutto c’è l’appalto per affidare ad operatori privati alcune postazioni di ambulanze 118 in tutte le province della Regione. L’appalto è suddiviso in due lotti: uno che concerne 28 autoveicoli di soccorso su 19 postazioni per le province di Roma, Rieti e Viterbo; e uno per 21 veicoli di soccorso su 15 postazioni per le province di Frosinone e Latina.
Il 28 ottobre scorso i due lotti sono stati assegnati a due raggruppamenti temporanei di imprese e gli atti sono stati rimessi all’Ares 118 per la sottoscrizione dei contratti.
Alla stipula, però, non si è mai arrivati, perché per l’ente ci sarebbero dei problemi interpretativi che riguarderebbero: la composizione degli equipaggi delle ambulanze, il reperimento delle postazioni dove collocare i mezzi e il riassorbimento del personale attualmente impiegato.
A dirla tutta, le questioni nascerebbero da difficoltà relative, essenzialmente, al subentro nelle province di Roma, Rieti e Viterbo, dove a gestire il servizio è la Croce Rossa Italiana. In Ciociaria e nel Pontino, invece, il raggruppamento di imprese aggiudicatario del nuovo appalto è il medesimo che aveva assegnato il vecchio: deve quindi subentrare a se stesso. Ma le difficoltà sul primo lotto hanno ‘congelato’ anche il secondo e si è andati avanti con l’ennesima proroga.
Il problema principale sarebbe relativo al numero degli operatori utilizzati dalla Croce Rossa nel primo lotto che risultano di oltre 300 a fronte dei 166 con cui ora il nuovo appaltatore dovrebbe svolgere il servizio: il rischio è che metà dei lavoratori resti in mezzo a una strada.
Ares e Regione hanno finora preso tempo: prima di tutto perché era in atto un ricorso al Tar, poi non accolto, da parte della stessa Croce rossa che, in seguito al cambio di natura giuridica recentemente deciso dal Governo, ha messo in dubbio la validità della convenzione in atto con la Regione.
Va poi detto, anche, che la stessa Cri in passato aveva ritenuto risolta quella convenzione con la Regione per mancati pagamenti da parte dell’Ares.
Si è però proseguito comunque nel servizio e, con l’imminenza del Giubileo, la Regione ha deciso di potenziare i servizi di emergenza 118 affidando alla stessa Croce Rossa un’ulteriore convenzione, attivabile di volta in volta a richiesta e su tutto il territorio regionale, in caso di necessità.
La Croce rossa, quindi, non lascia ma raddoppia. Nel frattempo, forse per sbloccare gli appalti – come sostengono i consiglieri di opposizione -, il Governatore Nicola Zingaretti, commissario per la sanità, ha firmato un decreto con cui, esautorando il Consiglio, ha dato disposizioni per un riordino della normativa sul tema dell’emergenza extra ospedaliera.
Il decreto istituisce un gruppo di lavoro per riesaminare la materia e, in via transitoria, rende applicabili i principi contenuti nelle linee guida in materia stabilite con l’accordo Stato-Regioni del 1996, che appunto prevede un equipaggio di due soli operatori sulle ambulanze 118, tipologia A e B.
La complessa vicenda, come detto all’inizio, è finita in un lungo esposto inviato dalla Fials alla procura contabile e alla procura penale oltre che all’Anticorruzione ed a tutti i vertici della Regione Lazio.

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