Il business del Bambinello, milioni di euro raccolti tramite offerte e 5 per mille per costruire la ‘Casa Serena’ a Gallinaro


FR2408-007Da La Provincia Quotidiano del 24 agosto 2014

di Cesidio Vano
La “Casa Serena del Bambino Gesù” prende forma e con essa anche le polemiche. La Casa Serena è la mega struttura edilizia che è in via di ultimazione a Gallinaro, nei pressi della Cappellina, dove nel 1947 Giuseppina Norcia ebbe la visione del Bambinello.
A realizzare l’opera è l’omonima Onlus “Casa Serena del Bambino Gesù” che fa riferimento agli eredi di Giuseppina deceduta nel 2008. I lavori in atto dal 2011 dovrebbero essere terminati entro ottobre prossimo, quando si attende la riapertura del sito che fino al 2012 era meta di migliaia di pellegrini ogni giorno.
Da due anni, complici anche (ma non solo) i lavori, l’afflusso di pulman e visitatori si è bloccato, con il conseguente ristagno dell’economia del piccolo paese della Valcomino, Gallinaro, in cui buona parte del reddito locale era legato al fenomeno religioso.
Le cose vanno bene, però, per la “Casa Serena” che dal 2001 ha iniziato a raccogliere fondi ed offerte per realizzare la struttura ricettiva in questione. Per decenni, sul muro a lato della Cappellina dedicata al Bambino Gesù era posto un cartello che avvisava “Non si accettano offerte”, con la nascita della Onlus le cose sono cambiate – all’epoca lo segnalammo anche da queste colonne – e le offerte si accettano e come: conti correnti bancari e postali per le donazioni, finanziamenti regionali e accesso al 5 per mille dell’Irpef.
E’ così che, dal 2006 al 2012, la “Casa Serena” ha raccolto oltre 305.000 euro ottenendo l’assegnazione del proprio 5 per mille, quale associazione senza fine di lucro, da oltre 2.500 contribuenti all’anno. In media ogni anno ha raccolto tra i 42.000 e i 55.000 euro per tale voce, a cui si aggiungono anche 25.000 euro di finanziamento regionale concesso alla Onlus dalla regione Lazio, Servizi sociali, quale struttura di accoglienza. E fin qui, abbiamo elencato solo le risorse pubbliche giunte all’associzione, che in quanto pubbliche sono ‘conoscibili’. L’ammontare della raccolta ‘privata’ tra donazioni ed offerte resta invece sconosciuta.
Ma è stata proprio questa azione di raccolta ad aver ingenerato le prime perplessità davanti al progetto, ora finito la centro anche di diverse pagine web che ‘segnalano’ l’attività di raccolta fondi e quella svolta dai numerosi gruppi di preghiera nati di recente in tutt’Italia e denominati “Bambino Gesù di Gallinaro” nei quali alla preghiera del Rosario si affiancherebbe anche una esegesi dell’Apocalisse non sempre ‘benedetta’, come già accaduto in passato, dalla Chiesa di Roma.
Fin dalla nascita del fenomeno religioso a Gallinaro, infatti, l’area della Cappellina (dove ora sta sorgendo la mega struttura) è stata denominata “la Nuova Gerusalemme” in una lettura apocalittico-salvifica – ieri come oggi -, per cui la fine del mondo, sempre imminente, avrebbe fatto salvo solo quella “Gerusalemme”.
Un appellativo, quello di ‘Nuova Gerusalemme’ che fu fortemente contestato dal vescovo della diocesi di Sora, Luca Brandolini, poiché in contrasto con le Scritture. Fino al 2000, la Curia tenne anche un osservatore presso la Cappellina di Gallinaro, don Alberto Mariani esorcista della diocesi, proprio per prevenire ogni “fanatismo” e “contaminazione”.
Fu però nel 2001 che si consumò, si può dire, la rottura definitiva tra il culto di Gallinaro e la Chiesa ufficiale. Fu in occasione della visita di papa Giovanni Paolo II a Frosinone, quando gruppi di devoti di Gallinaro con striscioni inneggianti alla “Nuova Gerusalemme” attirarono ‘troppo’ l’attenzione del pontefice e della romana curia. La diocesi di Sora reagì con una “Notificazione” in cui, sinteticamente, negava ogni avvenimento soprannaturale in quel di Gallinaro, vietava la celebrazione di messe nella Cappellina e disconosceva sia i ‘messaggi’ lì raccolti e che si ritenevano ricevuti dalla divinità, sia il testo del libretto che lì veniva diffuso e che raccontava la storia del luogo, sia l’ortodossia dei gruppi di preghiera nel frattempo costituiti.
Ma la Chiesa, poi, prese anche ferme distanze proprio dalla raccolta fondi che la Onlus aveva avviato per la costruzione della Casa Serena, ricordando la normativa canonica (che richiede espressi riconoscimento ed autorizzazione della Curia, inesistenti) e italiana al riguardo.
L’associazione, però e come visto, è andata avanti dando vita ad un progetto che in passato si è sempre detto “dettato” direttamente da Gesù ed oggi – va aggiunto – anche umanamente ‘benedetto’ da tutti i permessi edilizi ed urbanistici del caso.
A Gallinaro attendono con trepidazione l’apertura del nuovo ‘santuario’ pensando forse più al giro di affari che il ritorno dei pellegrini genererà in paese che all’ortodossia del culto.

IL WEB SCALPITA CONTRO LA NUOVA GERUSALEMME
Sono numerosi i siti web che si occupano del fenomeno religioso del Bambinello di Gallinaro. Di recente, però, ne sono nati alcuni che puntano il dito contro l’attività svolta da alcuni ‘gruppi di preghiera’ che a quello si rifanno e che, secondo le accuse mosse, si discosterebbero troppo dalla dottrina ufficiale della Chiesa tanto da risultare prossimi all’eresia.
Alcuni blog, che affrontano la questione, hanno ultimamente rilanciato tramite i social network più noti il tema e le loro testimonianze. L’argomento è diventato virale.
I siti abbondano di commenti, dichiarazioni e racconti che però sono, il più delle volte, dichiaratamente anonimi.
Nel mirino sono finite soprattutto le riunioni di un gruppo del casertano in cui la lettura del libro dell’apocalisse e la conseguente interpretazione (l’Apocalisse, come noto è scritto sotto forma di visione) finirebbe per distaccarsi nettamente dal dettato della Chiesa, se non con il rovesciarne la dottrina stessa.
E’ in questa interpretazione del testo sacro che troverebbe il suo ruolo, la sua missione e la collocazione la “Nuova Gerusalemme” di Gallinaro voluta da Gesù Bambino per la salvezza di chi in quella si riconoscerà.
Il Gruppo di ricerca e informazione dell’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano ha realizzato e messo in rete, ad esempio, un approfondito dossier sull’attività svolta dai gruppi di preghiera che fanno riferimento a Gallinaro e sulla storia del culto del Bambinello. Una ricerca corposa con cui si prendono le distanze, avvisando i fedeli, dalla realtà religioso-salvifica nata con la veggente di Gallinaro ed estesasi poi a tutta Italia. [CV]

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