Frosinone, Festini, droga e transessuali


Da La Provincia Quotidiano del 10 gennaio 2011

Un sodalizio criminale capace di spacciare fino ad un chilo di cocaina di ottima qualità al mese. Droga che, in alcuni casi, serviva anche per “vivacizzare” dei veri e propri festini che si sarebbero consumati in alcune villette tra Frosinone, Anagni e Zagarolo. Festini in cui, però, la maggiore “attrazione” non era tanto la sostanza stupefacente quando la presenza di avvenenti transessuali. E’ quanto emerso a conclusione dell’inchiesta condotta dalla Squadra mobile di Frosinone su coordinamento della Direzione distrettuale antimafia e della Procura della repubblica del capoluogo ciociaro sull’attività condotta fino alla scorsa estate da 10 persone di cui alcune residenti a Frosinone.
Nei giorni scorsi è stato emesso l’avviso di conclusione delle indagini e per gli indagati, avario titolo, sono stati ipotizzati i reati di associazione a delinquere, traffico e spaccio di droga.
L’operazione antidroga era culminata, lo scorso mese di giugno, nell’arresto di quattro soggetti (tra cui un albanese residente a Frosinone e già noto alle forze dell’ordine) e la denuncia a piede libero di altri sei persone tra cui una donna residente nel capoluogo ciociaro ed il figlio che, secondo le accuse formulate da Procura e Dda, avrebbero entrambi svolto l’attività di spaccio.
La difesa di quasi tutti i soggetti coinvolti è affidata agli avvocati Nicola Ottaviani, Andrea Di Rienzo e Monica Marciano, mentre l’attività investigativa è stata coordinata dai pubblici ministeri Rodolfo Sabelli per la Dda di Roma e Tonino Di Bona per la Procura di Frosinone.
Già dalle prime battute, l’inchiesta aveva messo a nudo legami tra uno dei soggetti coinvolti (originario della Sardegna ma domiciliato nella capitale, tra i 4 già finiti in manette) ed il mondo delle prostitute e transessuali del litorale pontino e della zona romana a cui riforniva droga.
Droga e transessuali riappaiono però nella ricostruzione di parte dell’attività illecita svolta dal sodalizio anche in Ciociaria dove, secondo gli ulteriori accertamenti effettuati dagli investigatori, si sarebbero tenuti in diverse occasioni dei veri e propri festini a base di droga e sesso a cui partecipavano diversi transessuali. Il tutto sarebbe accaduto, come detto ed anche con una certa costanza, in villette nel territorio di Frosinone, Anagni e Zagarolo. Questo, però, è solo un aspetto dell’attività di spaccio contestata che si svolgeva, per altra parte, nell’ordinario commercio illecito con i tossicodipendenti. Lo scorso giugno, in occasione della conferenza stampa che seguì l’arresto dei 4 spacciatori ritenuti le menti dell’organizzazione, i pm Sabelli e Di Bona spiegarono che attorno ai ‘terminali’ dell’organizzazione ruotavano circa 250 grammi di ‘neve’ a settimana, tutta droga di alta qualità che sarebbe potuta essere ulteriormente tagliata. L’albanese che si occupava dello spaccio nelle zone di Anagni, Ferentino e Frosinone riusciva a piazzare appunto circa un chilo di coca al mese. Un sodalizio che gli inquirenti hanno definito organizzato come una vera e propria attività commerciale in cui ognuno aveva il suo ruolo e il suo territorio dove poter lavorare.
La scorta di droga veniva fatta a Roma e poi distribuita tra la Ciociaria, la provincia di Latina e quella di Roma.

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