Rischio frane ed alluvioni, Frosinone è tra i promossi


Da La Provincia Quotidiano del 23 ottobre 2010

L’88% dei comuni del Lazio vive situazioni di rischio per quel che concerne frane ed alluvioni. Il dato emerge dal rapporto “Ecosistema rischio 2010” redatto a seguito delle indagini svolte da Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile.
Ma c’è anche un dato positivo: oltre la metà dei Comuni (54%) fa interventi di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua,
il 55% ha un piano da mettere in atto in caso di frana o alluvione, ma solo il 12% svolge un lavoro positivo di mitigazione del rischio idrogeologico. Il Comune più attivo è Capodimonte (VT), il meno dinamico Soriano nel Cimino (VT), tra i promossi Roma e Frosinone che in classifica si piazza in un ottimo secondo posto.
Il 51% dei comuni risulta non abbia ancora recepito nel piano urbanistico il Piano per l’assetto idrogeologico (Pai) redatto dalle Autorità di Bacino. La percentuale generale dei Comuni che ha svolto un lavoro positivo di mitigazione del rischio idrogeologico è appena del 12%. Soltanto il 55% dei Comuni intervistati è, infatti, provvisto di un piano da mettere in atto in caso di frana o alluvione, e nel 37% dei casi i piani d’emergenza risultano essere stati aggiornati negli ultimi due anni. In un Comune su cinque (22%) sono presenti e attivi sistemi di monitoraggio per l’allerta tempestiva in caso di pericolo di alluvione o frana, ma solo il 18% delle amministrazioni ha realizzato, nel corso del 2009, attività di informazione rivolte ai cittadini e appena il 17% ha svolto esercitazioni.
Tra i capoluoghi di provincia solo Roma e Frosinone hanno inviato i dati, con la Capitale che compie un lavoro sufficiente su questo fronte premiata dalle attività di protezione civile e frenata dal mancato recepimento nelle norme urbanistiche del Piano di assetto idrogeologico, e il capoluogo ciociaro con un buon giudizio legato oltre alle attività anche alla mancanza di abitazioni in aree a rischio.
Frosinone si piazza al secondo posto (dopo il già lodato comune di Capodimonte) della classifica stilata da Legambiente e Protezione civile. Il voto portato a casa è di 7/10 (il primo della classe ha 7,5) che il rapporto sintetizza con “buono”. Il capoluogo è attenzionato per la presenza di industrie in area a rischio idrogeologico ma recupera punti per aver svolto manutenzione degli alvei, opere di difesa idraulica e interventi di messa in sicurezza; inoltre il capoluogo ha attivato sistemi di monitoraggio per l’allerta della popolazione in caso di pericolo e messo a punto un piano di emergenza comunale aggiornato. Ancora il comune di Frosinone ha svolto esercitazioni e simulazioni di emergenza ed ha recepito nel piano urbanistico il piano per l’assetto idrogeologico (Pai) redatto dalle Autorità di bacino.
Gli altri comuni in classifica si collocano così:
punti 6 – sufficiente (Acuto, Arpino, Collepardo); punti da 5,5 a 4 – scarso (Arce, Belmonte, Filettino, Brococstella, Castelliri, Colfelice, Fumone, Atina, Ceccano, S. Biagio S.,); punti da 3,5 a 0 – insufficiente (Cassino, Pescosolido, Piglio, Castro dei Volsci, M.S.G. Campano, Morolo, Pontecorvo, Casalvieri, Cervaro, Fontana Liri, Patrica, Casalattico, Guarcino, Picinisco, Sant’Apollinare, Isola del Liri, Rocca d’Arce, Coreno Ausonio, Esperia).

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