Sanità ancora nella bufera


Da La Provincia Quotidiano del 16 ottobre 2010

Uno, due fino a tre sindaci al giorno. Tanti sono gli incontri che quotidianamente la governatrice del Lazio, Renata Polverini, sta tenendo per confrontarsi – finalmente – con i primi cittadini che da tempo chiedevano di essere ricevuti per parlare del piano regionale di riordino della rete ospedaliera e di come incida sulle strutture dei loro territori. Incontri concessi dopo che il piano è stato sottoposto al vaglio del governo e dopo le manifestazioni di piazza promosse da cittadini e sindaci che sono giunte fin davanti ai portoni dei palazzi del potere. Eppure, a giudicare da come procedono spediti i confronti di questi giorni e la conseguente soddisfazione che viene dichiarata dall’una e dall’altra parte, verrebbe da chiedersi perché si è aspettato tanto. Perché si è lasciato montare la protesta tra le strade e nelle piazze. Vabbè. 

A Roma ancora si protesta
Ieri, per non cambiare discorso, sotto la regione Lazio si è tenuta l’ennesima manifestazione di protesta da parte di sindaci e cittadini. E’ toccata questa volta ai residenti della Valle dell’Aniene che lamentano i tagli imposti dal piano di rientro alle loro strutture sanitarie. Una protesta che ha visto depositare un “bara” di cartone davanti alla sede della Giunta regionale per simboleggiare “la morte della sanità” e “la presidente Polverini che ha… barato” perché “ci ha promesso, solennemente, in campagna elettorale, che non avrebbe chiuso il nostro ospedale e invece poi lo ha fatto riducendolo peggio di un ambulatorio”.

Anche infermieri e personale amministrativo sulle barricate
Dunque, cittadini e sindaci, ma non solo. Ieri hanno annunciato uno sciopero, se non si troverà una diversa intesa con la Polverini per il piano di riordino, anche i dirigenti medici attraverso il loro sindacato Anaao Assomed. Oggi, invece, preannunciato la protesta anche anche gli infermieri, i tecnici e il personale di supporto alle attività amministrative e sanitarie. «In tutto – dicono dalla Fials – quasi 70.000 tra dipendenti pubblici, della sanità privata e del terzo settore si asterranno dal lavoro in difesa del servizio sanitario regionale e delle attività ad esso collegato». Almeno questa è la minaccia palesata dal segretario della Fials Confsal del Lazio.

Aspettando il nuovo Direttore generale dell’Asl
La prossima settimana, inoltre, la governatrice Polverini dovrebbe provvedere anche alla nomina del nuovo manager della Asl Ciociara. L’altro ieri, infatti, è scaduto il decreto di nomina a Commissario straordinario dell’Azienda conferito 90 giorni prima a Carlo Mirabella. Lo stesso Mirabella, il cui nominativo è stato ritenuto anche in passato come molto accreditato, potrebbe essere il futuro direttore generale della Asl di Frosinone, che tra l’altro, in questi mesi da commissario, ha dimostrato di saperci fare, dando la necessaria accelerazione alle pratiche per l’apertura del nuovo ospedale del capoluogo. Senza dimenticare che Mirabella manager della Asl di Frosinone lo è già stato con la precedente amministrazione di centrodestra in regione, finendo poi estromesso con l’avvento di Marrazzo. Ieri, inoltre, la giunta regionale ha esaminato le richieste di incarico ed ha approvato l’elenco degli idonei a ricoprire il ruolo di manager nelle aziende sanitarie del Lazio. Sono oltre 750 gli interessati. Nelle more delle nuove e definitive nomine, la reggenza della Asl Ciociara è stata nuovamente assunta (come prima della nomina del commissario straordinario) dal direttore facente funzioni Raffaele Ciccarelli. Nel frattempo è partito anche il totonomine per i posti di direttore sanitario ed amministrativo dell’azienda. Ma lo scenario è ancora tutto da dipingere.

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