Sanità, sit-in dei Sindaci a Frosinone e Roma


 

Da La Provincia Quotidiano del 10 ottobre 2010

Una manifestazione domani sera a Frosinone. Un’altra manifestazione mercoledì a Roma con meta il Consiglio regionale e Palazzo Chigi.
La Consulta per la sanità dei sindaci ciociari ha deciso di contrastare così il piano sanitario di riorganizzazione della rete ospedaliera varato dalla Polverini e sottoposto al vaglio del Governo.

La situazione è grave, ma non seria
Qualcuno ha detto che in politica quando non si vuol risolvere un problema lo si affida ad una commissione. C’è da capire allora quali buoni auspici si hanno quando ad interessarsi della causa è un’intera conferenza. Come quella plenaria dei sindaci della provincia di Frosinone (che tecnicamente si chiama Consulta ma che di “consultarla” la Polverini non c’ha pensato proprio) che è tornata a riunirsi ieri mattina nel salone del consiglio comunale del capoluogo. Su 91 eletti direttamente dal popolo ne erano, però, presenti appena una quarantina. E sono apparsi anche abbastanza divisi sul da farsi. Vabbè, è stato fatto notare che era la quinta riunione in sei giorni, ma le precedenti avevano visto impegnati solo i primi cittadini dei 13 comuni che ospitano strutture sanitarie.

Inutile la mediazione del Prefetto. Si fa sul serio
Il presidente della Consulta, Michele Marini, ha riferito che, a seguito dell’incontro avuto venerdì mattina, il prefetto di Frosinone si è fatto tramite con gli uffici della Governatrice, facendosi portatore delle osservazioni al piano avanzate dai sindaci e della richiesta di un incontro. Dalla regione, però, non era seguita ancora alcuna risposta.
Poi si sono valutate le possibili forme di protesta e contrasto ad una situazione (taglio di 327 posti letto, chiusura/ riconversione di 7 ospedali e riduzione dei rapporti posti-letto acuti/abitanti a 2,1 per 1000) prevista dal cosiddetto piano di rientro calato sulla Ciociaria da Roma, senza confronto con il territorio e grazie all’invenzione delle contestate macroaree.
Si è proposto di manifestare a Roma, si è proposto di autosospendersi ed azzerare le giunte, si è proposto di rassegnare in massa le dimissioni come sindaci. Si è proposto di far approvare a tutti i consigli comunali una stessa delibera che avvii ufficialmente la secessione dalla regione Lazio e da Roma. Si è litigato sulle possibili alternative all’attuale piano che non tutti i sindaci hanno ben chiare. Si è proposto, anche, di mettere spalle al muro i consiglieri regionali della provincia e chiedere loro, chiaro e tondo, con chi stiano: se con il territorio o con Roma. Si è detto e se ne sono dette tante. Non sempre in piena sintonia.

Passa la “marcia” su Roma
Poi si è scelta la strada di “marciare” su Roma. Non è chiaro con quale certezza di non ricevere, una volta in capitale, l’accoglienza già riservata venerdì ai sindaci della provincia romana e della Tuscia (tenuti alla lontana dai carabinieri in assetto antisommossa) e già sperimentata qualche mese fa dai rappresentanti ciociari che hanno provato a raggiungere la governatrice per dissentire sulla scelta – ormai assorbita e digerita – di non assegnare a questa provincia alcun rappresentante in esecutivo regionale. A Roma, insomma, si rischia di rivedere e raccontare un copione già visto, che serve a prendere tempo, a dimostrare che però si è protestato, per poi adeguarsi a quello che già è stato deciso. Almeno con gli assessorati è accaduto così (minacciata secessione compresa).

La protesta/1: lunedì il corteo a Frosinone
Per lunedì sera, alle 18, i sindaci puntano a organizzare un corteo che da piazza VI dicembre (sotto il Municipio) a Frosinone giunga fino a Piazza Gramsci (sotto la Provincia), dove prenderanno la parola il presidente della consulta dei sindaci e sindaco del capoluogo Michele Marini, un rappresentante dell’amministrazione provinciale e un rappresentante dei comuni più piccoli.

La protesta /2: mercoledì doppio sit-in a Roma
Mercoledì la protesta ciociara si trasferisce nella capitale. I primi cittadini pensano di poter portare a Roma migliaia di manifestanti. L’appuntamento è alle ore 8 presso l’area di servizio La Macchia ad Anagni dove dovrebbero radunarsi i pullman messi assieme da ogni comune per procedere alla volta della Pisana, sede del consiglio regionale che proprio mercoledì mattina si riunirà. I sindaci, con tanto di fascia tricolore, contano di poter accedere al settore del pubblico dell’Aula regionale, richiamando così l’inevitabile l’attenzione dell’Assise. I cittadini a seguito, protesteranno e manifesteranno, invece, davanti alla stessa sede della Regione.
Nel pomeriggio i sindaci della ciociaria contano, invece, di presidiare piazza Colonna a Roma, di fronte a Palazzo Chigi, sede del governo. La proposta è stata avanzata dal sindaco di Arpino ed accolta dai colleghi primi cittadini nel tentativo di poter parlare con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, eminenza grigia del governo e buon tramite per giungere alla Polverini ed al Premier Berlusconi.

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