Formazione, Iannarilli rinvia l’incontro con i lavoratori


Da La Provincia Quotidiano del 7 settembre 2010

Slitta a giovedì, l’incontro che era in programma questa mattina tra i vertici dell’amministrazione provinciale di Frosinone e i 36 lavoratori dell’Agenzia Frosinone formazione licenziati lo scorso 3 settembre.
Per l’ente provinciale da cui dipende l’agenzia, infatti, l’assunzione di tale personale, effettuata dalla precedente giunta di centrosinistra, sarebbe completamente irregolare.
Ieri mattina, come annunciato, i lavoratori messi alla porta si sono ugualmente presentati sul posto di lavoro, ritenendo “ingiusto” il licenziamento e forti della nota di stabilizzazione che avevano ricevuto dalla precedente gestione. «I direttori dei centri hanno impedito ai dipendenti la presa di servizio – spiegano dal comitato che rappresenta i 36 interessati -. A quel punto i lavoratori, hanno minacciato di chiamare le forze dell’ordine affinché verbalizzassero la presenza degli stessi nei centri, attestandone la volontà a prendere servizio». In alcune sedi (Cassino, Anagni e Ferentino) sono stati gli stessi direttori a verbalizzare quanto richiesto. Nei centri di Pontecorvo, Frosinone e Alatri sono invece state chiamate le forze dell’ordine.
«I lavoratori – rivendicano dal Comitato – chiedono che vengano immediatamente ritirate le lettere di licenziamento e che si riconosca ciò che è riportato nelle lettere di stabilizzazione in loro possesso: il riconoscimento del contratto a tempo indeterminato». E fanno presente come la vicenda sta creando non poche e gravi conseguenze agli stessi interessati: «La lettera di stabilizzazione in possesso dei lavoratori – spiegano -, ha consentito a finanziarie e banche, la concessione di mutui e prestiti per acquisto di beni mobili e immobili; la stessa procedura che ora non viene riconosciuta dall’Amministrazione. Alcuni dei 36 lavoratori, certi di avere un contratto a tempo indeterminato, hanno rifiutato altri lavori anche importanti, compreso nomine nella pubblica istruzione».
I lavoratori dicono di aver anche apprezzato alcune prese di posizione fatte negli ultimi giorni da esponenti del sindacato provinciale e da leader politici a loro sostegno. «Ora, però – aggiungono dal comitato – aspettiamo tutti alla prova dei fatti: se non saranno riconosciuti i nostri sacrosanti diritti, la lotta continuerà su tutti i fronti».
Parimenti, però, dicono di «non comprendere il silenzio di tanti chiamati a sostenere una causa che risulta palesemente in contrasto con le più elementari norme giuridiche» e rispetto all’incontro decisivo, posticipato come detto a giovedì, aggiungono: «Confidiamo nella presenza attiva e responsabile di tutte le sigle sindacali e nella loro capacità a ricercare soluzioni che tengano finalmente in considerazione, dopo lunghi mesi di silenzio, prima di tutto la dignità e i diritti di trentasei lavoratori ingiustamente colpiti da procedure di licenziamento; nella reale e definitiva rottura dei tavoli di lavoro, da parte di tutte le sigle sindacali, e nella conseguente adesione alle lotte che i lavoratori intendono portare avanti».
I lavoratori fanno, infine, un ultimo appello al Presidente della Provincia Antonello Iannarilli, affinché partecipi all’incontro. Iannarilli ha assicurato ieri, alla nostra testa che sarà presente all’incontro di giovedì.

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