Vento di crisi: in un anno nel Lazio persi 100 milioni di investimenti nelle infrastrutture


Da La Provincia Quotidiano del 5 agosto 2010

In un anno il settore delle infrastrutture nel Lazio ha fatto registrare una perdita di 100 milioni di euro negli investimenti. Lo rivelano le previsioni pubblicate nel secondo numero di “Edicola”, newsletter bimestrale di dati e informazioni sull’edilizia e sulle costruzioni nel Lazio, nata dalla collaborazione tra Ance Lazio-Urcel E Cresme.
«Secondo le previsioni del Cresme – spiega una nota -, alla fine del 2010 si saranno persi, in un anno, circa 100 milioni di euro di investimenti in infrastrutture e opere del genio civile, un -5,3% rispetto al 2008.
Nel 2010, il valore della produzione edilizia nel Lazio è stimato pari a 16,856 miliardi di euro, con un aumento di 269 milioni rispetto all’anno scorso, ma da imputare in gran parte al recupero. Quest’anno infatti il Lazio registrerà un calo degli investimenti del 2,3%, mentre la manutenzione ordinaria vedrà crescere le sue risorse del 4,4%, con il risultato che complessivamente il valore della produzione resterà in recessione, con un -1%. Ciò dopo il calo del 4,8% del 2009 sul 2008.
Il confronto con il 2009 evidenzia un calo degli investimenti in nuove costruzioni di quasi il 9% che sale al 15,7% per l’edilizia non residenziale privata. Si attesta intorno al 6% il calo delle nuove opere del genio civile. Il buon andamento del recupero nell’ambito del residenziale fa si che complessivamente gli investimenti sul patrimonio esistente registrino una crescita del 3,2% dopo il calo del 2009 (-2,1%). A risentire maggiormente della crisi in questo ambito sono le opere infrastrutturali. Ad essere più colpito è il comparto del genio civile, settore più critico anche nell’ambito del recupero».
Il presidente di Ance Lazio, Stefano Petrucci, sottolinea: «I dati ci dicono che ci sarà un calo di risorse per le opere pubbliche e le infrastrutture in particolare, il che dimostra che siamo ancora in una situazione difficile. Da tempo siamo convinti che la strategia di crescita infrastrutturale della nostra regione debba basarsi su un mix virtuoso tra grandi e piccole opere. Dal lato delle opere minori il mercato ci segnala un costante calo. Dal lato delle opere strategiche il recente Rapporto Camera dei Deputati – Cresme segnala una spesa prevista per le opere di interesse del Lazio intorno al 5% del totale. Ovvero circa la metà del valore della nostra economia sul PIL nazionale. C’è qualcosa che non va. Noi ci rendiamo conto della difficile congiuntura economica e finanziaria e per questo riteniamo essenziale che si faccia il possibile affinché tutte le risorse finanziarie previste per il Lazio vengano utilizzate. La Regione deve vigilare ed essere capace di trasformare e concretizzare gli investimenti in gare d’appalto e cantieri. Ci sono delle priorità per le quali è necessario impegnarsi al massimo, opere importanti come la Roma-Latina, il completamento della Orte-Civitavecchia, l’adeguamento della SS 156 Monti Lepini da Frosinone a Latina, di cui nel nostro osservatorio presentiamo e analizziamo tutte le principali criticità e che debbono essere costruite rapidamente. Così come è indispensabile che non vengano rimesse in discussione risorse già pianificate e imputate ad opere altrettanto rilevanti come ad esempio la ferrovia Roma-Viterbo, soprattutto in vista della costruzione dell’aeroporto di Viterbo».

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