Frosinone, Sanità: Precari stabilizzati o mandati a casa


Da La Provincia Quotidiano del 1° agosto 2010

«I lavoratori precari della Asl o vengono stabilizzati o debbono essere mandati a casa. Non ci sono altre strade ma nessuno vuole ammetterlo». E’ quello che sostiene la sigla sindacale Fials, guidata a Frosinone da Francesco D’Angela, che richiama l’attenzione sull’ennesimo provvedimento di proroga di tali figure lavorative firmato dal nuovo commissario straordinario dell’azienda Carlo Mirabella.
In una nota siglata anche dall’avvocato Giuseppe Tomasso, D’Angela ricorda come «già nel maggio 2007, la Fials aveva denunciato che la questione precari era un grande ‘bluff’. Piuttosto che ammettere una serie di sbagli e di non aver saputo cogliere i momenti giusti per procedere alla stabilizzazione, si è preferito, da parte di politici ed organizzazioni sindacali illudere – sostiene il segretario provinciale Fials – il personale precario che avrebbe avuto ed ha, ad oggi, il diritto di sapere in maniera chiara che non vi sarà alcuna stabilizzazione».
Dalla Fials – convinti di tale situazione – speravano che il nuovo commissario potesse assumere un diverso comportamento.
«Mirabella – dice D’Angelo – ha preferito adottare una soluzione poco comprensibile ed illogica, che si pone nel solco della precedente gestione, tacendo ancora la verità e preferendo prorogare sino al 31 dicembre 2010 (con deliberazioni che sarebbero state adottate il 30 luglio 2010) tutti i contratti a tempo determinato del personale in servizio ed in scadenza il 31 luglio 2010 e ciò – sostiene il segretario – in carenza dei necessari presupposti di legge (requisiti ed atti autorizzativi)».
D’Angelo, a riguardo, ricorda come: «La normativa vigente (cfr. art. 49 d.l. n.112/2008, conv. L.133/2008) stabilisce il divieto di intrattenere rapporti di lavoro con qualsiasi forma contrattuale con il personale che ha raggiunto 36 mesi di anzianità, risultando quale unica alternativa alla estromissione la effettiva stabilizzazione-assunzione e tempo indeterminato. Ciò significa che detto personale va ‘stabilizzato’ o altrimenti va estromesso dalla Asl. Perché prorogare il personale e non stabilizzarlo? Peraltro, i contratti prorogati – ha sostenuto – non corrispondono ai posti vacanti, atteso che per stabilire quanti posti sono vacanti occorre che la Asl adotti una dotazione organica ed un piano triennale del fabbisogno di personale che, ad oggi, non ha ancora adottato». Da qui, l’iniziativa (l’ennesima) preannunciata della Fials «di formulare un dettagliato esposto alla competente Corte dei Conti avverso tale ulteriore condotta aziendale per evidenziare se sussistono dirette e personali responsabilità in merito alla sussistenza dei presupposti per le proroghe contrattuali effettuate».

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