Frosinone: affitti, tasse e federalismo comunale


Da La Provincia Quotidiano del 20 luglio 2010

Arriva la cedolare secca sugli affitti e con il federalismo fiscale i comuni ciociari si dovranno organizzare sul serio per combattere l’evasione e non perdere entrate che lo Stato passerà alla raccolta diretta degli enti locali.
Ieri, il quotidiano di Confindustria Il Sole 24 Ore ha pubblicato la classifica dei comuni capoluogo di provincia in base alla percentuale di emersione dell’evasione sugli affitti (cioè di quelli non dichiarati al fisco e per cui i proprietari di casa non pagano tasse) necessaria a garantire agli enti comunali, anche in futuro, lo stesso gettito attuale con l’applicazione della nuova e meno esosa aliquota unica.
Il comune di Frosinone si piazza 49esimo posto su 83 città per le quali erano disponibili i dati.

PER SPIEGARE MEGLIO
Attualmente i proventi da affitto di immobili sono tassati progressivamente rispetto al reddito di chi li dichiara: le aliquote vanno dal 23% (redditi più bassi) al 43% (redditi più alti). Il gettito così prodotto finisce nelle casse dello Stato che poi riversa le somme ai comuni.
La riforma federalista in atto prevede, come noto, il passaggio diretto ai comuni della riscossione delle imposte sugli immobili che verranno sostituite da un’unica tassa locale; prevede inoltre un’aliquota unica per la tassazione del reddito da affitto (la cosiddetta cedolare secca) pari al 23% che sostituisce quindi le diverse aliquote fino al 43% di cui si diceva sopra. L’operazione, ovviamente, farà “perdere” ai comuni circa un quarto del gettito finora prodotto. Perdita di entrate che gli enti dovrebbero recuperare con la lotta all’evasione, cioè facendo emergere quella larga parte di affitti non dichiarati al Fisco che i dati incrociati tra Agenzia del territorio, Agenzia delle entrate e indagini Istat dimostrano esserci in ogni città.

LA SITUAZIONE DEL CAPOLUOGO
L’attuale gettito prodotto dall’Irpef sugli affitti a Frosinone è di 1.434.586 euro. La stima dell’evasione è di 673.987 euro. Con l’arrivo del federalismo comunale e della cedolare secca al 23% il gettito prodotto e direttamente incassato dal comune scenderebbe a 1.085.378 euro, cioè il comune perderebbe entrate per 349.209 euro.
Deve quindi impegnarsi a recuperare quanto più possibile dall’evasione se vuol continuare a disporre di fondi sufficienti all’attuale livello di servizi e gestioni, se non migliorarlo. E’ questo il merito del federalismo: non c’è più Pantalone che paga per tutti e soprattutto per i furbi…
Il comune di Frosinone per avere almeno un gettito pari all’attuale dovrebbe allora far emergere almeno il 61,6% degli affitti “in nero” contando anche sul fatto che con una sola aliquota e meno onerosa più di qualche facoltoso proprietario potrebbe essere invogliato a mettersi a posto con l’erario. Gli strumenti su cui però non si dovrà lesinare sono quelli dei controlli, delle verifiche e, se necessario, delle sanzioni.

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